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Visualizzazione dei post da maggio, 2022

Mimesi

  mutevolezza come di nuvole -parabole  -alchimie del sangue mimesi icariana la giovinezza frale -nei suoi umori  intinta la penna di Goethe

Mi straccerà una mano

sto incollato a un muro vi resterò forse fin quando  m’imbavaglierà una reclame  di nonsoché o forse mi straccerà una mano ignota ma sarò ancora la voce  di chi non ha voce sarò il suo sangue che urla attraverso  i miei squarci (rifatta da una prima stesura del 1983) Collage

Intatto lo spirito

ho ripreso in mano le poesie giovanili alcune rifatte altre modificate con severi tagli senza rimpianti ispirazioni bucoliche vestite di primavera o di autunnali malinconie vi è rimasto intatto  lo spirito degli alberi e del vento la resina la radice linfa da cui vita rinasce  29.5.22

Un oltre in sé, quella “Casa in mare aperto” di F. Serino – Fernanda Ferraresso

  L’epigrafe di apertura, ripresa dalla dedica di Raffaele Crovi , a Flavio e Teresio, pare individuare con precisione quale sia la scialuppa di salvataggio per praticare quel mare aperto e arrivare a casa. La poesia allena l’ “analfabeta”/ancora vergine di conoscenza / a “disincagliarsi dalla vita” /e a viaggiare dentro il mistero/ (che è la somma delle verità). Ma si tratta di trasparenze lacere, così le chiama Felice Serino, queste visioni , o voci, che arrivano da quel mare di cui dice e non ha nome, se non umanità, storia, e sembrano voci lacerate dalle perdite. I testi evocano, in questa silloge breve, altre parole, messe nell’acqua del linguaggio da altri , sin dal titolo del libro, che riprende una frase di Piernico Fè, come cita nella prefazione Marco Nuzzo: -creando una sorta di sprazzo sui diversi moti del mondo, ornato dalle molte sfaccettature e che ne compongono, malgrado tutto, una visione d’insieme talvolta succube delle vicissitudini carnali, umane. -E dovunque nel...

Memoria di volo

 memoria di volo dell’ antenascita - quando l’ angelo benigno si piegò nel vestire la carne ora nello smarrirsi dei mattini in un’ aria di vetro da memoria si torna a essere sogno a raccontarci è l’ infinito mare Chagall - Siren and fish

Marina (riproposta)

sull’onda bianca della pagina  inavvertita la musa  come un’ala si posa e  si china discreta a ricreare di palpiti un vago sentire di mare

Botticelli - Vergine Maria e Gesù Bambino

 

Creatura

 

L'infinito di noi

  dentro di noi siamo un infinito ma confuso: una finita infinità  per dirla con la dickinson percepiamo a tratti andiamo come ciechi - vediamo  per speculum in aenigmate e ci sogniamo 23.5.22

Mare d'erba

con l’ avanzare degli anni riduci sempre più il percorso delle tue camminate giungerà il momento di affacciarti solo sull’ uscio o dalla finestra vedere l’ immensa distesa di verde e nello  stravedere la scambierai per quel mare che ti vide nascere -ti brilleranno gli occhi andando  col pensiero alla fanciullezza gaia ora quella luce è fuggita lascerai impregnato quel mare d’erba di amori e pene ed eterei voli Dalì - Landscape of Portlligat

Manifesto

  ritagliare dai giornali lettere cubitali per farne una poesia- manifesto già vedi uomini- sandwich  popolare le piazze il rosso grido di denuncia  abbasso x viva y -sordi i governanti al lamento dei poveri vedi giungerà il momento  in cui si abbatterà repentino uno tsunami a rovesciargli la poltrona Il poeta Zaninetti molto noto nell'ambito letterario, morì prematuramente nel 2007 a 59 anni.

Recensione a “Nell’infinito di noi” di Felice Serino (di Giovanni Perri)

È un circolo vizioso la poesia. La parola cattura, “t’apre il terzo occhio, parla all’orecchio del cuore”. Ci consegna quest’immagine in bellezza Felice Serino, nel suo ultimo lavoro “Nell’infinito di noi” nuovo e-book pubblicato da poesieinversi.it (ottobre 2016) : “il terzo occhio”: per dirci che due non bastano, forse; per darci un pianto più forte; per far convergere immagine ed immaginazione nell’orbita della sua lente lirica: che ha qualcosa di raro nel panorama odierno e cerca un battito acuto, che arrivi pungendo, svelandoci, all’apice di una luce altra, indicibile. Perché è così che si compone, tutta nel segno della rivelazione, questa poesia sintomatica che ha voglia di condurci, o piuttosto attirarci in un riflesso di luci e voci quasi catartiche, dolenti e salvifiche, tra veglie e sonni, ricordi e presagi, affanni e gioie a ricucire la vita in un’epifania di interni: dove risiede il cuore, appunto, malato d’amore per la vita, che batte e sente e più ancora “vede” in quel se...

L'ombra (altra versione)

davanti  dietro di lato s’ allunga  si spezza se riflessa in acqua mutilato corpo mi ripete negativo di me profilo  esangue finché vita  avrà da estrema obliqua luce

Alessandro Puttinati - Paolo e Francesca

 

Mare aperto

 

L'ordine delle cose

nel momento del distacco dirai forse impropriamente è mancato - invece d’ un accorato ci abbracceremo nell’ altra dimensione mancato sì alla scena del mondo com’ è giusto per l’ ordine delle cose apparenti la stella nana la formica

L'Originale

si perde armonia nel rifare una nuova poesia da una datata: ne risulta un vaso incrinato allo stesso modo ogni  esemplare è intoccabile:  è dall’origine della foglia la foglia- madre come la pensò Iddio - così la parola così la natura toccare i geni è una bestemmia che sale al Cielo

Dal nightmare

uscire di forza dal nightmare bucando l'aria - la riuscita se in parte è già tanto: trovarsi nel letto della vecchia casa  d'infanzia sogno dentro il sogno

RECENSIONE SU IL CONVIVIO

 Gennaio – Marzo 2016 n. 64 Felice Serino, Frammenti di luce indivisa, poesie, (ed. Centro Studi Tindari – Patti, 2015, pp. 122, euro 10,00) . La silloge “Frammenti di luce indivisa” di Felice Serino, ha caratteristiche particolari: divisa in più parti rappresentative di tematiche complesse, richiede al lettore un’attenta analisi delle stesse, tale da tracciare il profilo dell’opera in maniera completa. Le liriche brevi, l’uso dei caratteri minuscoli, la mancanza del ritmo segnato dalla punteggiatura, rendono più efficace l’emissione dei sospiri dell’anima del poeta, che non si sofferma a pensare, ma si abbandona all’espressione catartica e liberatoria del proprio sé. Una grande amarezza pervade i versi in apertura, cosicché il lettore che ne codifica il senso, si sente coinvolto nella profonda tristezza del poeta che recita così: “la vita ha in tasca la morte / non è che un perpetuo / tramare / “cospirazioni” del nascere”. Con questi versi, il nostro Serino inizia la ricerca d’app...

L'antagonista

 aprii la valigia era piena di libri e di sogni di vaghe nuvole e stanche lune gli chiesi se leggesse poesie arricciò il naso: - non mi nutro di quella "manna" il mio cielo è di pietra e non ne vedi angeli affacciarsi né madonne -non siamo -noi due- della stessa razza io  da opportunista nello scrigno non porto chimere Dalì - Testa esplosiva

Incanto

i dolci animali d'acqua terra e cielo a volte evanescenti prendono forma nelle nuvole nel mare del cielo un tonno guizzante assume sembianze sull'onda lucente il bimbo sogna guardando estasiato ippogrifi e delfini in lenta sequenza pende dalle labbra del nonno che gli parla di quando noè trasse in salvo dal diluvio tutte le specie 10-11.5.22

Angeli

 (sfondi desktop)

Sospensione lucente

 

Se si insegnasse la bellezza

 «Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà.  …È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore». Peppino Impastato  (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978)

L'amore è un volo

l’amore è un volo che si stacca dai tuoi tramonti e lascia una mesta dolcezza come virgola di fuoco quel dolore che si ferma negli occhi sulle ferite -sai- lavora a tuo favore il tempo

L'angelo

s’inzacchera le ali nella melma del contingente minimo sette volte in un giorno si prende cura come una seconda madre di chi gli fu affidato alla nascita dalla Misericordia divina arcobaleni e nubi son la sua dimora transitoria si piega sul tempo umano -  lo senti se ascolti sostare nel buio delle vene

Sul Domenicale di amArgine

  https://almerighi.wordpress.com/2022/05/08/gioielli-rubati-195-antonio-del-camino-gil-felice-serino-maria-natalia-iiriti-isabel-de-santis-alessandra-carnaroli-indicibile-lucia-triolo-chand/#comment-80828

L'Albero

  di Te  il dito la saliva il fiato: ri- fiorire vita in cuore disabitato e gli esecrandi crimini? non ricordi dal sacrificio estremo l’Albero  di sangue si è ingemmato sopra uno  sconquasso di secoli

Felice Serino, La vita nascosta (poesie 2014 – 2017) letto da Angela Greco

 sguardi e il tracimare di palpiti alle rive del cuore aria dolce come di labbra incanutire di fronde nella liquida luce La vita nascosta (2017), di Felice Serino (Pozzuoli, 1941), ultima silloge edita per i tipi “Il mio libro” (in apertura di questa nota, Sguardi e il tracimare) sin dall’esordio propone un impegnativo corpo a corpo tra lettura e lettore sia per l’importante numero di liriche raccolte, sia per il percorso sacro-intimistico-sociale che in essa si snoda, attraversando momenti pubblici e privati, accadimenti reali e propositi a venire, in un caleidoscopio di sensazioni \ emozioni fedele alla poetica, allo stile e al tono pacato e garbato a cui l’autore ci ha felicemente abituati in questi anni da “autodidatta”, come egli stesso si definisce, rivelando con una sorta di meraviglia, in riferimento alla Poesia, l’essenzialità del fatto che in questo comparto non esistono scuole dove imparare il mestiere, ma, quasi si avesse a che fare con un destino, ognuno è artefice di ...

L'essere-pensiero

  l’ angelo o essenza primeva in veste d’apparire in amore converte  il suo fuoco ancestrale  è ubiquità ed ali l’angelo o essere- pensiero  astronave di luce che circumnaviga cieli interiori

L'afflato

si leva da un’ alba rossa di passione l’ afflato del cuore quasi ad alleviare -volo lieve di farfalla- le brutture del mondo asimmetriche tracce lascia la poesia ch’ esprime l’ angelo- farfalla Dalì - L'occhio del tempo surrealista

Dalì - Galatea delle sfere

 

La sacralità della vita

 

Luce cosmica

il suo sguardo benevolo che  abbozza un sorriso lieve dalla vetrata della cattedrale illuminata lassù mi ricorda l’angelo sulla volta del soffitto quando da bambino ero cagionevole e a letto oggi  mi sorprende un moto di commozione nel dilatarsi il cuore in una luce cosmica

Anime che si cercano

(ispirandomi a Borges e Pessoa) anime che si cercano vestite di apparenza siamo: forme passeggere giriamo in tondo senza mai trovare il centro sempre lontani da noi siamo sulla pagina del cielo una mano  d'aria scrive di noi e delle nuvole 1.5.22 Dalì - Il cuore velato

Lo sguardo velato

do i miei "occhi" a quel che passa in questo scorcio di tempo che mi resta d’intenerimento la stessa luce la losanga sul letto la goccia pendente dal ciglio lo sguardo velato ora come allora quando "morte ti colse fior di giovinezza" scrivevo ventenne o giù di lì -ah ridicolaggini