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Visualizzazione dei post da giugno, 2023

Dei miei detrattori

(Diocleziano, uno dei più odiati della storia) lasciai alla terra il corpo-zavorra da cui forse con sollievo mi trassi se sia ala d'angelo a coprirmi il disonore -si dirà- ora che s'una misera tomba s'accanisce dei miei detrattori il ghigno feroce e lo sputo (2021)

Dove sono

è detto il mondo dei più e noi a chiederci dove  sono ma piuttosto che un "dove"  è uno "stato" simile a quando sognamo  è percepibile a volte la loro presenza nei semplici gesti come impugnare la forchetta o la penna o quando ci adagiamo la notte nella loro ombra 24.6.23

Simbologia delle vocali

In una sua poesia Rimbaud assegna un colore diverso a ogni vocale. Secondo il poeta, il senso delle vocali si può riassumere così: A, nero; E, bianco; I, rosso; U, verde; O, azzurro. Egli usa poi questa tabella con paralleli basati sull'esperienza sensoriale. A tale proposito, Ernst Junger nel suo saggio L'elogio delle vocali * fa questa considerazione: "Poiché Rimbaud possiede uno sguardo che sa spingersi anche al di là della pura sfera artistica abbiamo qui un sintomo della profonda diversità fra le lingue. In ogni caso, ci sentiamo piuttosto inclini ad associare la A e la O al rosso e al giallo, colori di luce, mentre la I e la U sono più vicini ai colori della terra". E ancora: "Nella sua Filosofia della composizione Poe definisce la O la più sonora delle vocali. La A è l'aquila, la O è il falco dell'universo sonoro". "Noi usiamo per la O un ideogramma che riproduce la forma dell'occhio". Secondo Junger, infine, la A significa verti...

Il fiat

"essere" più del mondo vissuto impastati di terra e di Dio - di Lui il dito la saliva il fiato il fiat della luce rientrare  come scriccioli varcando la "soglia"  baciati dal sole della morte 22.6.23

L'inconosciuto

 

Oneiros

  Il mondo apparente potremmo paragonarlo a una serie innumerevole di macchie o incrostazioni che, sovrapposte al Disegno originario della Bellezza infinita, rendono quest'ultimo invisibile a occhi di carne. Tuttavia, il numinoso si lascia a volte "visitare" con lampi fugaci in veste onirica, tramite "presenze" costituite da archetipi. Il sogno in se stesso possiede un evidente carattere numinoso. Esso è una seconda vita. Più d'uno ha scritto che il sonno è il fratello minore della morte, e che il sogno sarebbe il cordone ombelicale con l'aldilà. Il sogno, via regia per l'inconscio e sua autorappresentazione, si esprime col linguaggio dei simboli. Un sogno può essere concepito come un dramma in cui noi recitiamo tutti i ruoli, quello di attore, regista, autore, suggeritore, e anche quello di spettatore. I sogni sono la voce della nostra natura istintiva e animale; la voce della sostanza cosmica che c'è in noi. Per Roger Callois i sogni hanno lo s...

Pubblicazione LA VITA IMMAGINATA

  E’ appena stata pubblicata da Youcanprint la mia voluminosa raccolta quinquennale, e presto sarà disponibile su tutti gli store. Il pdf è scaricabile qui:  https://questallumaredanima.files.wordpress.com/2023/06/felice-serino_la-vita-immaginata.pdf

Da quando la mano

  tra fiammate d'odio disumanante aggriccia il cuore del mondo da quando la mano di caino  si levò e fu un rovinio di cieli continua a splendere il sole su acroteri del nulla  e l'uomo a vestire simulacri si grida alla giustizia mentre  il piatto della bilancia pende per la vergogna dell'homo sapiens (2021)

La ferita

  A morning in March - c. 1920 si è assuefatti impermeabili ad ogni evento il più cruento asettica aria asseconda un vuoto  di umori non fosse per il grido  della pianta alla radice la sua ferita bianca (2021)

A voi morti

 

Estiva

- davvero c'è un'altra vita? o è solo nella tua testa - pensa gli scivola dalle mani il libro ora lontanissima gli giunge la voce del mare plana un gabbiano su una solitudine d'anime 13.6.23

L'essere e il nulla

" credo nella resurrezione della carne " pensa all'essere impermanente ma anche che l' "essere" non cade nel nulla pensi: ed è già essere per sempre l'essere può frangersi in un gioco di specchi ma non cadere nel nulla il nulla non esiste (2021)

Quasi estate

  sole ad asciugare le ossa e i panni in un'ora il vecchio sofferente aspetta  il sole della morte giocano bambini alle giostre sotto l'occhio vigile non si può morire in giorni come questi: non ti aspetti che il criminale si svegli al mattino e inneschi la bomba nel nome di un dio (2021)

Lilith e il suo significato mitologico

  Moses de Leòn nel Sèpher ha-Zohàr (XIII secolo), definisce Lilith come seduttrice di uomini e strangolatrice di neonati. Lo scrittore riporta una credenza che identifica Lilith con la regina di Saba. Nella tradizione kabbalistica Lilith è rappresentata come una donna nuda il cui corpo termina con una coda di serpente. Presso gli ebrei esiste l'usanza di appendere amuleti sopra il letto delle partorienti. In La kabbalah e il suo simbolismo (1960), Scholem riporta una credenza narrata nel 1717: "Credono [gli ebrei] che quando un uomo perde il seme con l'aiuto di Mahlat e di Lilith, ne nascano spiriti cattivi". In letteratura si ricorda che Victor Hugo dedica a Lilith una lunga poesia, in La leggenda dei secoli (1883). In La figlia di Lilith (1889), A. France la presenta quasi come una femminista. Un'altra poesia dedicata a Lilith la troviamo nell'opera di A. Crowley Lo scarabeo alato (1910). Citiamo ancora Primo Levi col suo Lilith e altri racconti (1981) e An...

Poesie di Ezio Falcomer

  Chagall - La vie Chele d'amore Sequele di aromi umori estasiati tutto mi porta il vento di vita un flutto sommerge miei malati sapori le chele del tempo brezze sciupano e faville al macero di gloria di boria ostinata ma non il cuore che ama singulti di stupiti cantori si diramano a radure e l'amore è ormai mio vizio e mia aria. (Ezio Falcomer, “La vita picara”, Lanuvio RM, Narrativaepoesia, 2010) .https://www.accademiadeisensi.it/2012/10/chele-damore-ezio-falcomer-la-vita.html Prego le muffe Del mattino io studio la freschezza  e l’illusione, i promontori  di parole vane, la gloria degli uomini.  Della memoria i meccanismi  sociali. Chiuso qui in convento,  prego le muffe e i fantasmi  del cuore, degli ancestrali volumi.  Farnetico di spiriti, di oscuri  sacrifici, di frutta lavata.  Ho un’anima gentile e malata,  ho i piedi nudi. Orecchie da sbarco,  cervello svaccato, sogni. Ogni. Zucche marce A volte divento malato  e...

Avigliana

  era solo ieri   guarda ti dicevo in questa foto di famiglia  sono quello che fa solecchi e mia madre mi sorride oggi il lago è uno specchio lucente ove annegare le ambasce tu  nello scatto sorridi alle rughe  mentre faccio solecchi 6.6.23

Per una volta

 

Poesie di Alessia D'Errigo

  Per l'amore che ho donato, mi donasti il mio destino per le bacche che ho colto, una spina per l'orgoglio che le mura impongono, un disgelo di beltade un'ora di armistizio, di prelibata salvezza per tutto quello che non sapevo e che non so mi ci sono costruita piccole croci da abbattere per quello che mi hanno fatto credere, io non sono più se non acqua implacabile e sogni, piccoli cordogli imbastiti a mano, sfibrati appena, a rimembrare la carne. Ma io non sono, se non l'essere giunto alla deriva del Creato partorito due volte, dalla madre e da sé stesso, e il terzo è spirito santo che chiamano figlio, a lui spetterà il passaggio di questo niente che s'affaccia dal davanzale, Egli, saprà. Per amore che ho donato, per le bacche che ho colto, per l'orgoglio che le mura impongono, un disgelo di beltade. * Come una rovina m'hai colta con le parole che sedimentano nell'aria dalla bocca, volando tra i rami, fosti mangime per uccelli, conferendo il ristoro a...

Poesie di Fernanda Ferraresso

  in ogni respiro sommerso un mondo monologa tra le celle porpora una lingua  che scrive e un'arca azzurra impronta tra lo squero dei polmoni e gli attracchi degli alveoli ere di fotoni quanti di cosmologiche invasioni residenze di polveri e spore  batterie di originali frequenze musiche sonorità dei diari dove l'universo si compone abitandoci in continue manutenzioni di variabili  in scritture e palinsesti di morfologie invisibili  franando e ribaltando i suoi crinali  in inedite scritture  valichi innumerevoli di incessanti meraviglie f.f.-SCRIVERE IL GRANDE VETRO  . una notte di opale liscia la parete del cielo un azzurro senza gradini  o balconate di nuvole l’infinito una lisca grigio azzurra di confine  dove tutto precipita in mare o in un enorme campo di schiume e attraverso il profilo del vento scivola su un immenso vetro sporco di addii e assenze non canti non segnature nulla è tangibile e si è immersi  una pozza intraducibi...

Visione

neanche il tempo di pensarlo e ti ritrovi  immerso in fondo all'oceano lotte sanguinose avvengono tra pesci di grandi dimensioni quelli minuti sembrano sorriderti la triglia ti fa l'occhiolino la supremazia è la regola negli abissi dell'oceano come avviene in superficie con gli umani tra pesci piccoli e grandi (2021)

Solitudine

  livido cielo è l'ora del crepuscolo il vecchio spalle curve bavero alzato col suo dolore imbavagliato lascia la panchina - se lo farà un bilancio tornando verso casa? sguardo svuotato ha lasciato pezzi di cielo: solo con l'affetto dei gatti (ci divide  la cena) le frequenti notti bianche conta le ombre sul soffitto che assumono sembianze strane (2021)

Poesie di Fernanda Ferraresso

  Dipinto di Kateryna Kovarzh in ogni respiro sommerso un mondo monologa tra le celle porpora una lingua  che scrive e un'arca azzurra impronta tra lo squero dei polmoni e gli attracchi degli alveoli ere di fotoni quanti di cosmologiche invasioni residenze di polveri e spore  batterie di originali frequenze musiche sonorità dei diari dove l'universo si compone abitandoci in continue manutenzioni di variabili  in scritture e palinsesti di morfologie invisibili  franando e ribaltando i suoi crinali  in inedite scritture  valichi innumerevoli di incessanti meraviglie f.f.-SCRIVERE IL GRANDE VETRO  . una notte di opale liscia la parete del cielo un azzurro senza gradini  o balconate di nuvole l’infinito una lisca grigio azzurra di confine  dove tutto precipita in mare o in un enorme campo di schiume e attraverso il profilo del vento scivola su un immenso vetro sporco di addii e assenze non canti non segnature nulla è tangibile e si è immersi...

SULL'ESSENZA DEL REALE

Amo ciò che non si vede. Soltanto nell'Idea, risiede il Reale; il tangibile e ciò che si percepisce coi sensi, è apparire, riflesso, velo esterno di una realtà invisibile. Sussulti di gioia mi dà il contemplare qualcosa di bello, di artistico, che aspira alla perfezione - si tratti di opera di Dio o dell'uomo -; mi emoziona non la cosa in sé (corruttibile), ma ciò che sta dietro, che vive dietro la cosa. Il cuore della "cosa". Dove l'anima trova in se stessa la propria luce. Amo l'invisibile, l'Entità da venerare nella cattedrale del sangue. Il visibile, il contingente, non è che manifestazione, rappresentazione. Riflesso. (L'emanato = il relativo, lo speculare). La vera essenza è nel non-manifesto. Nell'Idea, nell'Indicibile. Afferma Ida Magli (La Madonna, Rizzoli '87): "Il nome è l'essenza. Le cose che esistono sulla terra sono copie dell'Idea che esiste in cielo". Sono cosciente che esiste un universo sottile, non manif...

Kermesse

marzo le strade ammantate  di coriandoli -magia per i bimbi si è un po' bambini anche noi sbizzarrirsi in maschere da folletto il gattino col fiocchetto la ottantenne con un palmo di belletto l'apparenza è sovrana il gusto è g(i)usto truccarsi in bruttezza è bello (2021)

Da ALTRI RITORNI di Giordano Genghini

  Propongo alcune poesie da un opuscolo edito in proprio, per gli amici: "Altri ritorni", maggio 1994, poesie rielaborate da una precedente raccolta "Ritorni". 40 poesie tutte bellissime, ma ho dovuto fare necessariamente una scelta. Buona lettura. Nota biografica Giordano Genghini è nato a Monza (Mi) nel 1948, dove tuttora risiede. Laureato in Lettere ha insegnato presso un istituto tecnico; collabora, inoltre, a pubblicazioni periodiche. Ha scritto su riviste letterarie tra cui "Il bagordo" (di cui è anche co-fondatore), "Controcampo", "Alla bottega", "Il dispari", "L'erba" e molte altre. Ha ottenuto molti riconoscimenti tra cui primi premi.  E' stato ideatore e membro della giuria (presieduta da Geno Pampaloni) della "Rassegna scrittura giovani degli anni ottanta". Il suo "Diario xerografico" è stato premiato con medaglia d'oro nel 1986 dall'Archivio Diaristico Nazionale di Piev...