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Visualizzazione dei post da settembre, 2022

Su sfiorite rive del cuore

mea culpa? - considera la pagliuzza non la trave in bianchi cieli la sua anima s'impiglia tra certezze effimere e un nodo scorsoio l'ego si fa mea culpa? lungi da lui quell'animo candido che simpatizzerebbe con i morti su sfiorite rive del cuore un gabbiano solitario plana

Gli alberi danno udienza

 

Vita vissuta

aria ferma di pomeriggio quando le ore si dilatano e in una chiazza di sole un gatto acciambellato sembra sognare i volti raggrinziti dei vecchi che giocano a carte dicono vita vissuta ti distolgono  dal sovrappensiero bianchi voli che si staccano dal tramonto

L'eterna lotta

in una bolla d' inganno è racchiuso il mondo c' è sempre un pugnale nascosto  tra le pieghe della veste appare come animale onirico il maligno o travolge come un maelstrom ogni volta che  il Cristo bagna le sue anime di luce -tutto Egli dimentica sulla croce

Recensione di Donatella Pezzino a “Vita trasversale” di Felice Serino

 In un mondo sempre più corporeo e materiale, viene spontaneo chiedersi se ci sia ancora posto per l’anima. Poi si legge la poesia di Felice Serino e allora tutta la prospettiva cambia. D’un tratto, il velo dell’apparenza si squarcia ed ecco la verità nuda, il significato ultimo dell’esistenza umana: l’evidenza che potrebbe, se solo lo volessimo, costituire l’abbrivio verso una vita piena, consapevole e scevra da paure. In “Vita trasversale” l’anima è più che mai al centro, e la poesia diventa in toto ancella del pensiero. La silloge, infatti, raccoglie gli ultimi scritti (2017-2019) nei quali il pensiero e la spiritualità dell’autore campano emergono con più forza rispetto alla produzione precedente. Ed è una forza talmente dirompente da lasciare in chi legge un segno profondo: la poesia breve, il verso ridotto all’osso eppure pregno, vivo come non mai di immagini e sensazioni, dicono che l’uomo, prima ancora che il poeta, ha trovato ciò che cercava da tutta una vita: è arrivato a...

Vita che ti sveli

assisa sul bordo della luce  vita che abbracci infiniti orizzonti vita riflessa che non sai dire se vivi o sogni vita in esilio finché abiti nel corpo vita genuflessa a adorare il sole- maja di luce che apri la fronte del giorno vita- vuoto affamato sii te stessa "vita fedele alla vita" rigenerata dalla Croce Vita che ti compi che ti sveli

Viaggi

" il più bello dei mari " quello ancora da navigare o solo sognato così la poesia  più bella si dice sia quella ancora da scrivere viaggi  da odisseo viaggi mentali apertura a ventaglio dei sensi in una immersione nel sé [I° verso da Hikmet]

La colpa

  sono io quel ragazzo che scappò da casa con poche lire in tasca e un quaderno d'improbabili versi? lo sono sì ma dopo sei decenni non mi riconosco in lui se non nel sogno ricorrente che al mattino mi lascia il cuore stretto dall'angoscia sarà un residuo di colpa da espiare per aver procurato un veleno sottile a chi bene mi voleva  19-20.9.22

Visione

su di te vedi piegato il cielo dalle leggiadre braccia ti sale su per le narici la barca di cristallo della passione veleggiando sul filo del respiro nella camera della mente non è detto non t’appaia l’angelo dell’ affresco che ti rapì quand’ eri bambino

Verticalità

Dalì - L'Ascensione di Cristo dolore non solo quello da carne- urlo animale ma sublimato negli assi della croce guardando in divenire là dove conduce Passione per la porta stretta

In un dove riflesso

 

Una poesia tipo quella

fa sorridere una poesia tipo quella di Neruda " ode alla cipolla "? se ne cogli la vera profondità penetrando fin nella radice della terra da cui è nata sentirai l’ebbrezza del sangue che canta alla luce gemmante come una celeste musica indorato dal caldo sole quel bulbo finirà sotto la mezzaluna con lacrime -companatico dei poveri s’ usa dire

Estratti da Afflati di Felice Serino con una nota di Angela Greco AnGre

  Estratti da Afflati di Felice Serino (e-book, 2022) Senza titolo 2 . un’alba cadmio apre spazi inusitati nel cuore . usciti dal sogno beccano sillabe gli uccelli di Maeterlinck in un cielo di vetro . da un luogo non- luogo le uve dei tuoi occhi chiamano il mio nome genuflesso nella luce . . . Spleen 2 . brusio di voci . galleggiare di volti su indefiniti fiati . si sta come staccati da sé . golfi di mestizia mappe segnate dietro gli occhi . vi si piega il cuore nella sanguigna luce . . . Vita nascosta . il muro d’aria che divide luogo e non- luogo o solo quell’esistere sognato che torna come déjà vu . qui solo apparire: l’essere è vita parallela – nascosta . . Felice Serino (Pozzuoli, 1941), autore prolifico, redattore presso molti lit-blog e riviste on line, ha all’attivo diverse sillogi poetiche; la sua poesia è tradotta in diverse lingue. Con Afflati (scaricabile cliccando QUI) , il nuovo e-book creato all’inizio di questo 2022 in cui raccoglie la sua produzione poetica 2019 –...

Un sorriso

vedi l’allodola planare il suo volo un immaginario arco lascia nel cielo " l’albero lo riconosci dal frutto " pensi come curiosamente ti sorprenda quel detto dei Vangeli e come il dimenticato aspetti solo come pane un sorriso -ti vedrebbe come un angelo qui sulla terra che gli allevi la ferita viva il sorriso è l’inizio -lo sai

Vaghezza era o visione

quell’attraversarti la mente da nonsense e surreali figure daliniane come uscite da un sogno perdevi la percezione del tempo: davanti a te un lungo corridoio asettico senza interruzione di porte era come entrare nella morte - infine sfociare bagnato di luce in altra vita -  sogno nel sogno

Da un altrove

 

Un nome una voce

un alone di mistero emana dai lampioni sul lungopò la sera ectoplasmi o perdute identità pare s’aggirino sui viali battuti solo da qualche meretrice pensi possa ispirarti qualche verso quest’atmosfera impalpabile e attendi riconoscibili un nome una voce che ti salgano da dentro

Ulisside

occhi di terra e di cielo e oceani occhi ove vive noetica luce a sognare procelle e bompressi e un’ itaca lontana esce dalla coda dell’occhio il tuo vascello a circumnavigare terre di mistero ed è casa di mare aperto l’anima del viaggio

Un cielo di palpiti

si punterà verso il non- luogo dell’ Inconoscibile intrisa la vela del sogno  del sangue della passione uscendo dalla bocca della notte -e siamo grumo e infinito vivo di palpiti sarà quel cielo  tenerezza di madre ad accoglierci

Il sapore del tatto

 “Orizzonti di palpiti".  Ed è già qualcosa di più di un titolo. Una dichiarazione di vita. E quindi di poesia. E di visione poetica. Felice Serino muta il senso, il tatto, rendendo tattile la parola sul rigo. Rigo che non è più orizzontale ma materia plasmabile, esistente, concreta. Serino, ci porta nell’oltre corpo, regno dei regni, dove tutto può il sentire. Il limite è attraversato. Non ci sono più contorni netti se non quelli dettati dal pulsare dell’anima: “ ti senti altrove e il più delle volte fuori dal coro… e sai che tutto è ancora possibile”. Ecco la chiave, la chiave che l’autore ci fornisce per scardinarci e scardinare. Le parole che non vanno sprecate perché: “ sillabe cadute dagli occhi/ l'ingoio di stelle a svanire”. La dimensione del non – ritorno per tornare a guardare l’oggi, il presente, l’ora, l’adesso con sguardo nuovo, puro, severo d’incandescente. Introspezione e universalità. Conoscersi per conoscere: “ per l'uomo e il suo specchio/ dai mille rebus...

Tu regina della notte

sei nelle mie corde e metti ali a sorvolare questo male oscuro d’un mondo fatto a pezzi tu regina della notte poesia che ti sveli al lume d’una luna menomante l’anima è inclinata nella luce ci salverà la bellezza?

Nuovo e-book scaricabile

 Al seguente link un nuovo e-book, autoprodotto, scaricabile gratuitamente. Buona lettura. https://questallumaredanima.files.wordpress.com/2022/09/serino_oltre-lesilio-1.pdf

Quale limite

(parla un intellettuale) [a tutti gli oppressi dai regimi] aveva appena letto che subito arricciarono il naso quelli che si conformano all'ultimo verso uni sbieco incrociare di sguardi aveva superato il limite? quale forse della paura candidamente parlava di libertà quella che accende le stelle sopra un oceano d'amore sconfinato 30.8.22