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Visualizzazione dei post da maggio, 2023

Non sei dei loro

 

Scelta di poesie di Silvia De Angelis

Immagine dal web   COMPARSE ENIGMATICHE Giocano utopie  di fiati ammansiti nel moto effervescente di ragione stondato da sintonie in contrasto. Ingombranti macigni di piombo accumulati nella stiva del pensiero accentuano l'elusione d’ingaggi surreali. Si mescolano a comparse d'amore che vanno e vengono per poi dileguarsi nel nulla. E’ in quel nulla che si perde il palmo della mano inclinato di volta in volta in docili carezze complici di profondi tessuti raddolciti da sguardi emotivi rapiti da un silenzio sovrastante le stagioni  capace oscurare il tempo del sole... @Silvia De Angelis . VICINISSIMA Quasi lacero papavero creatura asettica friabilissima d’un volo sgualcito su argute dita di vento. Assenza totale d’impeto nell’enorme franchigia dovuta alla natura. Solitudine in spicchi di sole nel vuoto che non è confine ma il piegarsi  a una ragione inamovibile disarticolata alla pochezza inflitta… vicinissima alla mia cattedrale ove non rivolgo prece…. @Silvia De Ange...

Scelta di poesie di Angela Greco AnGre

  Van Gogh - Stelle cadenti Cinque poesie di Angela Greco da “PERSONALE EDEN”, La Vita Felice – 2015 c’è una strada che collega due attimi dai nostri nomi materia inattesa che si dissipa ad un sorriso distratto e malizioso questo battito di ciglia differenza tra quotidiano e desiderio da attraversare tra il bianco e il nero sfumati fino all’opera d’arte ti guardo muovere il microcosmo senza regole sul tavolo nasceranno nuovi silenzi e ritratti fermi tra le stelle e dalla finestra tolgo limite allo sguardo profanando il cielo sei tu stesso a crearmi figura fuori come fossi pelle mentre sulla discesa ripida tra le ali catturo un bacio lento e come faccio a dire della goccia che scivola alla tua voce della capriola dello stomaco quando aspetto la luce e te? ho dita tremanti che segnano un profilo nelle ore [d’impazienza e sembra rallentare il creato se non arrivi a segnarne il passo ascolto sul petto sciorinando stupore al sole della tua schiena e richiamo meraviglia oltre e più che l...

La più straordinaria avventura

Paracelso scrisse: " Il Cielo è l'Uomo e l'Uomo il Cielo e tutti gli uomini sono un Cielo e tutti i Cieli non sono che un Uomo ". La più straordinaria avventura è quella dello spirito; l'incontro col Sé, con l'indicibile, nel momento in cui, scaduti i giorni terreni (il tempo osceno), egli consegnerà alla terra la sua veste di carne corruttibile. Per lui così intimamente naturale e congenito (e che ha gestito quale strumento concessogli per una vita in prestito), ora il "suo" corpo non è che una "cosa" da abbandonare. La vita fisica (la vita "offesa", come qualcuno l'ha definita, o la morte-vita, come dicono in molti letterati e poeti), non è che una parentesi, un lampo. Un destino ben più alto che non l'umano transeunte, col suo carico di sofferenze, desideri ed esperienze lo attende, nel riunificarsi al cosmo con la sua controparte dalla quale egli si staccò nel momento in cui scelse di incarnarsi in un grembo, scendendo...

Gli ultimi giorni

essere di pietra - per sopprimere quell' urlo chiuso nelle ossa " lasciare   che i morti seppelliscano i morti " no non ci sarà più tempo per piangere:  già vedi come funereo lenzuolo  penzolare il male dall'alto ramo (2021)

Poesie di Giovanni Perri

  Uno che passa ride, ed apre il cielo; santo e demone col cuore intrecciato   a una sua tutta piovosa malinconia. Sapergli il nome e la ferita, farlo cadere nell'ago di aprile come un sogno. Ecco con quale leggerezza il vento  spiega un suo lucore alla notte,  come gli riempie l'occhio la perla lunare. Inganno adulto è questo non sapere da quale feritoia cadrà la mezzaluce del giorno  e dove infine apriremo al dolore la voce. . Avevo preso tutta l'acqua del fiume. Il bicchiere era sul comodino  insieme ai libri al termometro a una  piccola macchia di sole wengè. Come un dio avevo esclamato  nella lingua sonnolenta dell'acqua  e ogni mio giorno era finito dentro  quel fondo dal quale bevevo come da una delle 7 opere. Ma dentro, soldati e cavalieri e angeli dalle ali plananti, residui e residui di luce dentro ancora io era senza orizzonti, senza lamenti di navi greche o fenicie, pensavo un uomo in sè totale, del tutto assente, del tu...

Dietro il velario

  che siamo -   un fremito - come quello che avvertì il primo uomo - in questo volteggiare  d'anime erranti maschere in una pantomima -  dietro il velario dove s'apre il grido della bellezza ferita riconoscersi (2021)

Poesie di Donatella Pezzino

  Immagine dal web Potresti Potresti attutire il rumore che faccio cadendo; con le mani invece rabbocchi quello che non manca e mi peschi a caso dal sacco delle foglie. Ho voglia di liquirizia: ma non ricordo più la strada che porta alle tue tasche. Sotto la lampadina a risparmio si diventa letargici, ragionando d’uva buona e del mare sotto i treni e delle lenti da lettura che ti sperdi per casa. Fuori l’ autunno ostenta certi fiori piccoli che quando li calpesti fanno un silenzio odoroso e impotente; ma tanto, mi dici, verrà la pioggia a lavare via la terra nera dal mandorlo . Linfa d’autunno . Foglia sgualcita, trasvolo lungo il fiume dove l’acqua ha le tue braccia, e un retrogusto di lacrime mentre mi accoglie. E’ lo stato larvale della farfalla che rientra nel bozzolo, e che s’appaga d’ovattato niente, rinunciando alle ali che ha bruciato tra il calore del grano maturato al gelo e il profumo struggente di un giorno che non torna . Quando le ali cadono lasciano erba smossa, e vu...

In infinito espanderti

 

Divagazioni sullo zero e sulla o

il nucleo l'anello l'uroboro due zeri abbracciati ti danno il simbolo dell'infinito puoi notare la vocale o di rimbaud gli ovali dell'ottocento la bocca spalancata nell'urlo di munch le bolle di sapone immagina gli occhielli delle forbici gli oblò simili allo zero o alla o 22.5.23

Anime ferite

( è boomerang nell'ordine cosmico il male e il bene che si fa) raccoglie il Signore le anime ferite col mestolo della compassione * laddove non si smorzano striduli echi a insanguinare il vento * rifacendomi a un verso di Gregory Corso (2021)

SULL' "EFFETTO PLACEBO" E LO STATO DI "CRISALIDE"

Quando il discepolo è pronto, il Maestro appare. Buddismo Zen Non voltarti a guardare il passato: non serve a nulla. Pensa che non appena il tuo presente e il tuo futuro diventeranno gioiosi, anch'esso cambierà significato, come una strada sassosa a chi è giunto attraverso essa ad uno stupendo luogo di villeggiatura. Noi vediamo la bottiglia "mezza piena" o "mezza vuota": ma se la chiameremo nel primo modo, contribuiremo a renderla tale; se la chiameremo "mezza vuota", contribuiremo a svuotarla sempre di più. E' un discorso in realtà semplice ma apparentemente complesso (è complesso perché ci siamo messi in mente un sacco di idee strane e ci crediamo perché "lo dicono gli altri"). Come si può trovare spiegato nel libro Visualizzazione (Edizioni Xenia), ognuno ha due emisferi cerebrali attraverso cui operano la mente e l'anima: il sinistro che è logico-razionale-matematico-cosciente (su di esso è modellato il computer), il destro visiv...

Di là

"di là un qualcosa ci sarà" - "qualcosa" dici? non basterebbe lo elevassi all'infinito o meglio: è un infinito dilatarsi  - immagina quel che si dice Assoluto: non vi sono porte da aprire né privacy né pass da nascondere non tracce da seguire - impossibile perdersi  e ancora: è un compenetrarsi di eterei corpi - dove il  virtuale/appendice dell'uomo  è un sogno senza coda (2021)

Sogni

  ti sei visto ancor giovane più d'una volta esibirti in acrobazie per i soli suoi occhi (lei sull'amaca capelli di grano) o le volte prendere treni  in corsa o librarti contro  il soffitto o disfarsi la carne fino allo scheletro -è la sola mente che crea un oltretempo  gioco iperbolico quella volta che nel "luogo accanto" Ungà ti fece un cenno  per dirti  questa poesia la puoi migliorare (2021)

Nonsense

 

I cieli del jazz

  capricci di note facce ondivaghe in acque del sogno la nausea lungo i corridoi di latrine il gemito del sax le gonfie gote tempo rallentato avvitato nel marasma di umori poi il mattino li raccoglie spugne e l'anima della musica che attraversa muri di separazione Felice Serino  . amicodipenna  Jazz, inteso come musica ed esperienza di vita. Un linguaggio ricco di immagini sensoriali e contrasti per esprimere un personale rapporto con il jazz. "Capricci di note" le improvvisazioni musicali che caratterizzano il jazz, come se essi fossero sogni e desideri bizzarri, stravaganti e volubili, dei musicisti. Da qui le "facce ondivaghe in acque del sogno", le espressioni mutevoli e irreali che emergono da una dimensione onirica. Una fuga dalla realtà o un ritorno a una più umana? È tutto questo in un ambiente che contrasta perché sporco e degradato, dove si avverte la "nausea lungo corridoi di latrine" e il "marasma di umori" che altera il tempo. Un...

Memento

bau e miao la parola gliela leggi negli occhi ma come tutto il regno animale essi non si affacciano sulla loro morte a cogliere il proprio limite (forse nel dopo si è quel che si fa e si pensa - e dunque rispettiamo le creature viventi inconsapevoli - occhi di stelle) (2021)

Rammendi

un'opera buona o una poesia rammendano gli strappi del cuore chiudendo antri di buio l'abito logorato dagli anni abbisogna di attenzione e rattoppi è una rete che più non trattiene i lucenti guizzi 14.5.23

Gridando l'aurora

  Edito da Feltrinelli, nell'aprile del 1980 usciva Nero di Puglia, una dura testimonianza di Antonio Campobasso, nato da una pugliese e da un padre africano mai conosciuto. Più che un'autobiografia essa è una singolare cantata meridionale-africana avente come leit motiv la schiavitù e il dolore, come precisa Alfonso di Nola nella prefazione, dove aggiunge: "Campobasso nulla ha commesso, molto ha pagato"; "il suo urlo è diventato il tam-tam di una negritudine occasionale".   Antonio nacque a Bari mentre l'Italia partoriva la Repubblica, il 2 giugno 1946.  Campobasso è uno scrittore nuovo, e la sua prosa spesso cede il passo all'andamento impetuoso dei versi. Egli ci racconta la sua vita "con un vigore e un ritmo tali da superare la barriera del fatto privato per diventare segno dell'emarginato". Lasciamo che sia lui stesso a presentarsi: "Ed eccomi ora qui, Antonio Campobasso, devo gridare la mia cronaca e cerco un giudice per un p...

Angelo della volta

benevolo mi eri novenne o giù di lì  ché dalla volta mi dettavi parole  di luce per poesie rimaste nell'aria indicibili voci erano d'un oltretempo  ove si schiude tremulo il fiore  che porto in me d'eterno (2021)

Ai piedi della notte

un nodo d'inquietudine sospesa si scioglie ai piedi della notte sotto una luna ammiccante l'amore è come l'ansimare del mare s'abbevera del sangue delle stelle aduna in sé il sentimento del tempo vòlto dove è dolce la luce (2021)

Paesaggi interiori

 

L'alterego

  il soffitto ti si fa cielo  nel pregare angeli ti scendono nel sangue quando ancora ieri  abbrutito covavi  rancori verso te stesso e il mondo amore era parola vuota: eccoti ora  specchiato nel tuo doppelganger che ogni volta annega nel lago della sua spocchia (2021)

Il vino

  il vino del vangelo è quello delle vene aperte su cui si posero labbra di madre prima che il cielo si oscuri prima della fine del tempo " bevete tutti da questo calice  di sangue " (2021)

SOTTO UNA «CATTIVA STELLA»

  “ Quanti ebbero occasione di conoscerne la personalità sono concordi nel dire di lui, che fu un essere umano con un “cuore alto come il cielo”, ma il destino sottile come carta. Di solito, quando una persona non rintraccia una propria luce ad oriente, finisce per possederla in una balsamica strada di ponente. Ma per l’autore di questo “diario” nessuna luce risultò recuperabile: né a oriente né a ponente”. Così ha inizio l’autobiografia di Pietro Valassina, autore di un pamplet dal titolo Solo i cani hanno un cuore (supplemento al periodico Logos n. 35, nov.-dic. 1988). Il i° ottobre del 1915 in una clinica di Milano una sconosciuta diede alla luce un bimbo, e poi subito si eclissò. Il piccolo, a cui venne dato il nome di Pietro, venne accolto nel brefotrofio provinciale e sottoposto a cure perché risultava colpito da paralisi infantile. Dall’età di 4 anni iniziò il suo calvario, sballottato tra istituti e famiglie sempre diverse, cosa che gli fece rimpiangere sempre u...

Di noi

di noi mostriamo esigua vita più l'esteriore che quella che ferve nel sangue i viaggi mentali i sogni mistero ch'è appannaggio di proprietà esclusiva -la testa reclina  il nostro fido ci guarda attento come cogliesse pensieri (2021)

Ultimo gruppo cover e-book

 

Per un ricambio d'ali

Dedalo e Icaro  (1869), opera di  Lord Frederic Leighton . Lui ci culla sul mare della misericordia  della sua carezza di madre noi siamo indegni manda a noi abbrutiti  l'angelo per un ricambio d'ali ma l'impulso icariano  è brivido  che corre nelle vene del cielo (2021)

Cover e-book 4

 

Il mare ha tante voci

il mare ha tante voci di annegati di gabbiani sirene ha scatole nere sepolte il mare è nel cuore di odisseo itaca è ancora lontana e vi è chi ha mal di terra e narra ai nipitini di mostri marini e miti o realtà chissà dove vissute forse in un'altra vita rimaste nella mente grumi di sogni 2.5.23

Oltre il visibile

 

Cover e-book 3