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Visualizzazione dei post da novembre, 2022

La giovinezza

 

Orione

  da tempo i libri di mitologia sono soppiantati dai videogiochi - negli occhi dei ragazzi non più l'incantesimo di un cielo percorso dal Carro celeste e da Orione -che annaspa in un mare nero seppia

M'induceva l'estro

poeti si nasce? - non sapevo d' esserlo quando m' induceva l' estro a scribacchiare su carta da zucchero e alzavo gli occhi al cielo per un gioiello da carpire al divino

Iqbal Masih: soria di un'infanzia rapita

  A cura di Luca Rossi. Novembre 2006 . “Nessun bambino dovrebbe mai impugnare uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite" I.M.,Stoccolma 1994 Il film di Cinzia Th. Torrini1, inerente la vita di Iqbal Masih, non è altro che la storia di una vita riscattata da violenze e omertà su uno degli aspetti più inquietanti che legano le società ricche dell’occidente a quelle più povere, in un’asimmetria abissale dove all’interno delle prime i bambini portano con sé la dignità loro attribuita da leggi consapevoli del valore della vita, mentre le seconde utilizzano con il termine di “piccoli lavoratori” un eufemismo per celare un sostantivo ben più pesante, quello dell’essere schiavo. Già, perché Iqbal Masih, insieme ai milioni di bambini schiavi sparsi per il mondo, concentrati soprattutto nelle zone del Bangladesh, del Pakistan, dell’India, del Nepal rappresenta la sofferenza di un’infanzia che segna i cuori di tutti col...

Congetture

più che terra mi dico un cielo in frammenti il sogno e la ferita siamo più in su quel levarsi dell' onda che ci avvolge il punto zenitale della luce

L'oasi

conti sulle dita  della tua vita le fasi  ne rimpiangi la prima prima della luce quando non distingui realtà da sogno e da sotto le palpebre segui la barchetta di carta nel tuo cielo-mare amniotico   dove il tuo  orizzonte è un'oasi  da cui uscirai con un grido 23.11.22

Cielo strappato

 

Colpo di sonno

sentirmi inclinare da un lato mentre davanti al pc guardo un film e per una strana associazione di idee pensare per fortuna non guido più non per un colpo di sonno ma l'abbaglio rischio reale per il distrofico  di andare fuori strada 22.11.22

Un verso

un verso che mi arrivi solo uno dei tanti gettati nel cestino da un po' che non vengo illuminato sono anziano e ancora affamato di sogni (più non si dice vecchio) i migliori versi vengono nella  veneranda età - un esempio è ungà  col suo "taccuino del vecchio" - quando la mente ancor giovane vibra sul pentagramma dei sogni

Del sogno

anche il sogno è vita - con le sue -dicono- doti divinatorie ma attira anche quell'annullarsi quando non sei ostaggio di morfeo e sprofondi nel nero seppia assoluto mentre  intorno a te vivono le cose e tu non sei più che un tronco portato dalla corrente

INTERVISTA DI RAFFAELLA AMORUSO SU PLAUSO

  Plauso è lieta di ospitare: FELICE SERINO FELICE SERINO è nato a Pozzuoli nel 1941. Autodidatta. Vive a Torino. Ha pubblicato varie raccolte: “Il dio-boomerang” (1978), “D’un trasognato dove” (2014). Ha ottenuto importanti riconoscimenti e di lui si sono interessati autorevoli critici. E’ stato tradotto in sette lingue. Intensa anche la sua attività redazionale. PUBBLICAZIONI Il dio-boomerang (1978), Frammenti dell'immagine spezzata (1981), Di nuovo l'utopia (1984), Delta & grido (1988), Idolatria di un'assenza (1994), Fuoco dipinto (2002), La difficile luce (2005, anche in e-book), Il sentire celeste (2006, in e-book), Dentro una sospensione (2007, anche in e-book), In una goccia di luce (2008), Cieli interiori (2010, in e-book, raccolta di riflessioni e articoli), Poesie (2010, in e-book), Lacere trasparenze (2010), Cospirazioni di Altrove (2011), Casa di mare aperto (2012), Magnetici occhi ha la notte (2012, in e-book).La luce grida (2012), In sospeso divenire (201...

Un dio minore

(a battesimo d' inchiostro un dio minore -molto ma molto minore) quella "balaustrata" a cui s' appoggia verso dopo verso il mio estro -musa malinconica non troppo- (Balaustrata di brezza/ per appoggiare stasera/ la mia malinconia. G. Ungaretti)

Il Grido

si fionda nel buconero della carne l' angelo caduto: materia densa non più luce lo veste il Grido-rimpianto che si sfilaccia in un tempo rallentato (vita non è che ossimori  e stelle di latta vita spezzata come lama  nell'acqua: vita incompiuta nell'immenso: puoi dirla infine un dettaglio? pure un amore disperato) 

Apre all'aria la rosa

 

Marosi

marosi mangiano l' arenile sulla linea cielo-mare un battello dove suonano un blues -l' urlo del vento disperde le struggenti note plana e becca la cresta bianca un gabbiano leggo s' un muricciolo e mi confondo tra le righe -mi si specchia come in sogno il mio doppelganger

L'angelo

qui sei terra poca cosa carne e sangue in bilico sul ciglio della morte  ti porti un anchise sulle spalle "di là" l'angelo di luce che ti percorre silenzioso i precordi verrà  a unificartisi quel giorno che sentirai cantare le tue ossa 14.11.22

Momento

in un silenzio ovattato filtrano le prime luci dell'alba ancora viva la voce dei morti venuti a visitarti in sogno a rigirarti ti trovi in intrecci di piedi di mani -il morso  della carne -labbra che si cercano

MICHELA ZANARELLA (intervistata da Felice Serino)

  A che età hai scritto la prima poesia? Mi sono avvicinata alla scrittura poetica non molto tempo fa, infatti la mia prima poesia risale al 2004, all'età di 24 anni. Ho sempre letto molto sin dall'infanzia, ma non avrei mai pensato di riuscire ad esprimermi in versi. Quest'esigenza è nata quasi per gioco, dopo un tragico episodio, un incidente stradale, che mi ha letteralmente cambiato e stravolto la vita. E' stata una sorta di riscatto alla mia voglia di vivere. Da allora il mio amore per questa forma di scrittura non è mai cambiato, anzi si è radicato in me, diventando sempre più concreto. Scrivere è una necessità dell'anima e della mente. Scrivi di getto o per ispirazione? La maggior parte delle mie poesie nasce d'istinto, non c'è uno studio particolare del linguaggio e della forma, lascio andare le emozioni in modo spontaneo. Le immagini e le metafore che vedo, sono un ciclo di sensazioni che si integrano tra di loro, fino ad assumere la struttura di ve...

Creatura

Opera di Salvador Dalì sembra che il solo sguardo  la mantenga in vita la sua creatura ché Lui la pensò ancor prima di sognarla in forma ed essenza poi del sogno  il suo farsi carne e respiro

Vita leggera

una vita in leggerezza ragazzi galleggiano sugli eventi sfidano la morte se c' è un dio? - il suo silenzio - il corpo i sogni un tutt' uno  col digitale -uffa 'sto ciuffo alla elvis che non tiene! manate di gel -ma è  sorpassato ritrovi oggi la cresta da gallo cedrone

In questo momento sospeso

 

Nascita

Dalì - Bambino geopolitico che guarda la nascita del nuovo uomo più a nascere che a morire pensiero capovolto dal profondo in dormiveglia il girasole ebbro di luce dice vita  e tu languida  sul divano mi chiami per accostare il mio orecchio al tuo ventre rotondo come un mondo 8.11.22

Il dopo 2

Foto di Giordano Genghini -Rosa in attesa nel giardino di Enrica- distacco dal corpo -dall' albero  della foglia abbrividire della rosa appena colta e non sapersi di bellezza effimera

FELICE SERINO (intervistato da Gioia Lomasti)

  A che età' hai cominciato a scrivere? Scrivo da autodidatta dall'età di 24 anni, su internet solo dal 2001, quando, andato in pensione, imparai ad usare il computer. Come scrivi le tue opere? Di getto? No, solo qualche rara volta mi riescono di getto; l'elaborazione di un testo può durare dai due tre giorni fino a due tre settimane; qualche poesia in particolare la posso riprendere e rielaborare anche dopo anni. Qual è la tua atmosfera ideale per la scrittura? La mia atmosfera ideale è generalmente la mattina presto, o anche appena semi-sveglio, quando qualcosa mi ispira quasi inconsciamente, come fosse il proseguimento di un sogno. In una parola, cos’è per te la scrittura? Per me la scrittura è come l'aria che respiro; non potrei farne senza; è esprimere ma mai appieno il mio io interiore. Cosa traspare dalle tue poesie? Dalle mie poesie lascio trasparire sentimenti di amore, di scavo interiore, di ricerca dell'uomo e del trascendente. Perché, secondo te, la poes...

Il dopo

ci aspetta sempre un dopo: il di là da venire aria di nuovo aleggia negli occhi - che ci sorprenderà - e ancora non sappiamo se croce o delizia

Oltre stravolti cieli

(ecologica) sconsolata la fauna s'aggira in cerca d'erba buona chi dirà alla rondine smarrita non ci sono più primavere e alla cernia quello che ingozzi è rifiuto dell'uomo sconsiderato questi cercherà oltre cieli stravolti nuove terre da violentare 3.11.22

Le impronte che hai lasciato

 

L'anima tendeva

  l'anima tendeva alle stelle quando tu Nina apparivi rosavestita stagliata contro un lembo di cielo ti fermavi nella piazzetta e ti facevano festa i colombi planando sul mangime che spargevi allora il tuo sorriso era una pasqua mentre il tempo aveva una sosta