siamo buchi neri affamati di cielo ed è un presentire come una mano sulla spalla il doppio celeste che chiama dall' intime fibre estrae dalle viscere la memoria e la custodisce nell' akasha attende il ricongiungersi nell' abbraccio cosmico
al quartiere della movida addentano luccichii bevono la luna nel bicchiere dopo l'alto livello dei decibel un silenzio striscia lungo i muri tra vertigini di ebbrezza chi saprà decifrarli i respiri spezzati dove la parola impastata annega e nel cuore incenerisce la carezza di un dio