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DI FIAMMEGGIANTI PALPITI

(ad Alda Merini) di fiammeggianti palpiti dicevi garbata e a un tempo sanguigna cantando  lo spazio dell'anima dei voli asimmetrici e di amori tuoi devastati cantavi mentre ti fuggiva  dagli occhi la vita d'albe di sogno la luce vedevi salire ai Navigli e senza remore  nudo esponevi del tuo sangue il fiore  martoriato
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A NUOVA PRIMAVERA

[la carenza dell'ispirazione] sono quello spazio che ti dice bagnami del tuo humus come una terra abbandonata che implora  di ridonarmi luce nutrirmi coi fonèmi che conosci farmi sentire vento che sulle ali conduca alfabeti come una preghiera ah rimpiango quel sillabare di palpiti di soli che ora in sogni monocromatici mi appare irraggiungibile implora  quel vuoto spazio che sono di farmi rinascere a nuova primavera

SE AMORE SCRIVI

salverà il mondo la poesia? no di certo non è cosa  immanente: il suo grembo è di celesti aneliti ed è voce di conchiglie che fa eco nei sogni è la smorfia del clown  il bacio condito di lacrime in un addio l'ala d'angelo che perde una piuma se senza il cuore "amore" scrivi

E OGGI CHE MI RITROVO UOMO FATTO

padre che sei rimasto di me più giovane consumato anzitempo una vita sul mare e le brevi soste col mal di terra avevi la salsedine nel sangue così presenti  mi restano le rare passeggiate  mattutine e mai che mi avessi preso  per la strada in discesa a cavalcioni sulle spalle di carezze non eri capace e oggi che mi ritrovi  uomo fatto sai: mi fa male quel distacco

CHI CI DIRA'

chi ci dice dove sarà la nostra essenza non lo sapremo che di là forse spogliata dell' io convoglierà nella memoria cosmica dove arde il sangue col palpitare degli astri in un continuum di vita cosa saremo chi ci dirà?