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LA MANO DELL'ANGELO

(leggendo una poesia datata) -ma è mia questa poesia?- avviene che il sangue dirami  il suo flusso e il cuore  sia per un attimo terra  di nessuno le immagini tornate alla luce poco a poco si fanno riconoscere come rispolverate dalla mano dell' angelo
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SOGNAI ATLANTIDE

vaghi e ondosi pensieri risucchiati in nero gorgo si fecero sogno-incubo e il sangue gridò sugli orizzonti perduti mentre la mostruosa mano dell'oceano ghermì in un baleno intere terre sommergendole e l'antica città sparì solo un gabbiano planato sulla bianca cresta laggiù sembrava farmi il verso

IN BILICO

giungeremo nell'Oltre dove le ombre parlano col vento increduli e colmi di lucente meraviglia - noi resi impalpabili  essenze e vieppiù reali tanto che ci parrà un sogno  l'aver attraversato nella carne la morte nel circolo del sangue noi in bilico un piede nel mistero

TUTTO E' ANCORA POSSIBILE

ti senti altrove e il più  delle volte fuori dal coro ti chiedi se -nell'ordito della vita dove si spezza la parola- ti sei perso  qualcosa - vorresti allora rovesciarti come un guanto riconoscerti come il fuori del tuo dentro aprirti a un' alba che diradi questa corolla di tenebre e sai che tutto è ancora possibile

IL ROVESCIO

spossato sono dal mio sogno non mi sovviene per quale ragione nell'ondivago moto del cuore mi disperavo e come un agnellino piangevo  il sogno dicono è il negativo del reale il pianto è gioia e lo stesso sarà entrando nell'orbita di cieli dell'Oltre?  il rovescio dunque  di questa realtà che ci appare per speculum in aenigmate? mi aspetto buone nuove prosit!  

LISTA D'ATTESA

e siamo in lista d'attesa dici con un mezzo sorriso -dall'angolo del labbro la stessa  sigaretta mai accesa anche vivere è un vizio che  -aggiungi scherzoso- ci dovremo  togliere un giorno    ed è umano chiedere se possibile una dilazione al  Pantocrator spiralante il pensiero - navigano  gli occhi in un mare  d'aria

HIKIKOMORI

stiamo pulendo le strade dai sogni - tutto così asettico e ora non sappiamo dire i ragazzi dove appenderanno i loro  aneliti senza saper vedere  il giallo d' una foglia raccogliere il grido d' un gabbiano il virtuale li reclude -hikikomori- nelle loro stanze sempre più in tenera età e il cuore annaspa senz'aria