(dedicata alla donna) affido alla pagina questo grido inchiodato te lo vedo in un dove riflesso materializzarsi nel braccio a inane difesa dai colpi ciechi del vile affido alla penna il raccapriccio per la rosa di sangue che si espande in questi tempi oscuri
siamo buchi neri affamati di cielo ed è un presentire come una mano sulla spalla il doppio celeste che chiama dall' intime fibre estrae dalle viscere la memoria e la custodisce nell' akasha attende il ricongiungersi nell' abbraccio cosmico