con gli occhi dell' Oltre ci guardano i morti e tu avvolto nel sudario delle convenzioni tu che ti pieghi nello specchio nel dirti quali ombre il tuo cielo offuscano e quale trave ri-cresce nel tuo occhio con lo sguardo dell' Oltre ci vedono i morti se stessi e i vivi gli è dato perdonare
ho un rospo-invettiva mi sta lì lo raccolgo in un foglio intanto lascio gridino le pietre per la bellezza deturpata e il suo esse-o-esse per i figli del progresso dio-boomerang dai chiusi orizzonti e una vita di passi perduti per l'uomo e il suo specchio dai mille rebus irrisolti dove confluisce la sua storia intanto la luna non più ispira rime e sogni divorano topi famelici la polpa del mondo