nei cieli di Torino promette pioggia livida luce uno sguardo di sottecchi al vicino di panchina mentre leggo Kavafis -le dà fastidio il fumo?- al mio cenno spegne garbato come ne trovi pochi la metro e sei al centro Porta Nuova la trovi intasata di affaristi ed extra- comunitari un cappotto liso fa da coperta ad un barbone e il suo cane ad uno sputo è in sosta una testarossa fiammante tra i morti e i viventi il mondo ha denti aguzzi
sei la mia spina Rosa pelle di pesca ti elevi e danzi sopra le nuvole a corteggiarti le stelle invidiano gli angeli i tuoi passi in cadenza tra archi di luce