orfanezza del cuore su sfiorite rive occhi come laghi in fremiti di vita dove distorto volto d’angelo traspare lanciarsi anima e corpo nell’ebbrezza della notte liquida
al paese (le donne avvolte in scialli si segnano ai lampi) hanno saputo di Valter volato dal traliccio angelo senz’ali "non venire a mettere radici -scriveva al fratello- qui anche tu nella città di ciminiere e acciaio: qui dove mangiamo pane e rabbia dove si vive in mano a volontà cieche"