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NEI CIELI DI TORINO

nei cieli di Torino promette pioggia livida luce uno sguardo di sottecchi al vicino di panchina mentre leggo Kavafis -le dà fastidio il fumo?- al mio cenno spegne garbato come ne trovi pochi la metro e sei al centro Porta Nuova la trovi intasata di affaristi ed extra- comunitari un cappotto liso fa da coperta ad un barbone e il suo cane ad uno sputo è in sosta una testarossa fiammante tra i morti e i viventi il mondo ha denti aguzzi
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ORIZZONTI DI PALPITI

il cuore a specchiarsi nel grido di luce mentre stormi d' uccelli  disegnano asimmetrici voli e si mutano in forme d' animali le nuvole l' urgenza di ricreare orizzonti di palpiti su tela o bianco foglio l' arte  è un viatico per restare immortali

UN ARCO SULL'INFINITO

dal non-luogo che immagini non potrai quel giorno farci un fischio per darcene notizia se sarai per davvero passato a "miglior vita" mettendo a frutto le esperienze  secondo gl'intimi desideri irrealizzati quaggiù e se vestirai un corpo d'aria e sarai arco teso sull'infinito

NELLE NUVOLE HAI CASA

dimmi Nina: che vedi tu che hai casa nelle nuvole tu che sai il linguaggio dei voli? forse la giovinezza spezzata che ora in lampi di déjà vu ritorna? o rivivi nel cuore verde dell'acqua che ti vide sirena emula del canto di odisseo -rapimento  dei sensi che in sogno ancora mi seduce