era forse quell’embolo ad allagare di visioni la mente tutto quel rosso come un mare di sangue e il grido a salire dalla vertigine del sogno -e se sogno non era? trovarsi diviso tra reale e irreale - nelle vene del buio una danza di folletti
(a Stephen Hawking, in memoria) ci partorì un oceano di energia noi minuscoli granelli finita infinità dai buchi neri insondabili forse nuovi mondi nascono - inarrivabili soli non siamo in questa vertiginosa vastità in infiniti cerchi spaziamo [finita infinità: da un verso di Emily Dickinson]