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IN SOGNO

vedevo di dalì il Cristo pie(a)gato gli orologi molli danzare mutando forma i lunghi colli di modigliani curvarsi e gli uccelli di mantegna invadere il mio studio  lasciando deiezioni ancora intinto nel giallo il pennello di kandinskji [Opera di Dalì: "Cristo di San Juan de la Cruz", 1961]
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IL POZZO DEI RICORDI

come la volta celeste s'immilla di presenze il sogno in questa moltitudine  la tua  cerca il non rassegnato cuore ma è beffarda sequenza  come seguissi  la velocità d'un treno forse la tua figura è sepolta  in fondo al pozzo dei ricordi da cui risale flebile  eco

E IL VENTO S'IMPIGLIA

(soliloquio) in meditazione ti trovo assiso sui gradini del tempo chi interroghi sotto una luna menomante? vedi e se fosse soltanto un apparire questa vita protendimento di un luogo della mente dove passano navi di nuvole  in sogno e figure  evanescenti e il vento   che s'impiglia in grovigli di foglie

QUEL SENTIRTI

può piacere quel po' d'intontimento in banchetti interminabili col capotavola che devi urlare per farti sentire due parole per darti un contegno col tuo dirimpettaio non toccando temi impegnativi s'intende controllando i freni inibitori una comunione di anime allegre ma tutti i commensali alla fine si resta perfetti estranei poi fuori il freddo pungente a sollevarti il bavero e quel sentirti un cane di nebbia che vaga che ha perso la strada

NELLA TUA CONTINUIRA'

ci stai ancora bene nel tuo soma malgrado la spada di damocle degli anni spiace un giorno lasciare i cari libri e l' "abitudine" alla scrittura ma nella tua continuità la mente espansa avrà infiniti collegamenti e sarai tu il motore di ricerca sarai nel Tutto e tutto è te -cos' altro più-