sono emerso da profondità oniriche come da abissi senza scafandro lì ho incontrato i miei morti la luna si bagnava nei loro sguardi dai sorrisi spiccavano voli improponibili farfalle ali enormi mi avvolgevano in un senso di pace mentre mi perdevo nei loro vertiginosi colori come in un quadro di kandinskij
(a James Dean) il gesto del cogliere la rosa sul filo del burrone dove palpebra la luce lo strappo nella rete la smorfia che tradisce quel mordere intestino l'apparirti anamorfosi il mondo che ravviva non sai se deliri o sogni: del tuo essere "bipolare" ottenebrato splendere