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Visualizzazione dei post da giugno, 2022

Mare aperto

parvenza: luogo altro: il sogno che muove ondivaghi sensi gesti evanescenti volteggi - voli l'anima è un mare aperto Leonid Afremov - Flash on the sunset

Tra la bestia e l'angelo

 

Più d'una vita

convivere con gli umori di un corpo di morte dall’animalità all’angelo: questa l’impervia salita più d’una vita se dal sangue fioritura sia d’ali levate: ogni passo ne perdi una piuma

Capita che il bosco mi parli

capita che il bosco mi parli ogni volta che abbraccio il "mio" albero -risale a un rito atavico l’abbraccio: patto di luce- amore- mi parla -il bosco- tendendo le mille sue braccia nell’espandersi in canti che allargano il cielo la casa degli uccelli si fa allora santuario del cuore empatia che mi congiunge  all’esplosione della fioritura come fossi io nell’albero

Lavavo la veste

  trovai ch'erano fastidiose mosche ronzanti nella luce della preghiera a non dar peso imparai dopo lacrime e sangue lavavo la veste  invischiata nelle panie della notte Dalì - Il cuore velato

Dipinto di Akzhana Abdalieva

 

Pablo Neruda - Poesie

 

Fantasie (ipotesi dell'impossibile)

  la vita un giorno puoi sentirti come un marinaio col mal di terra e il giorno dopo trovarti ad annegare in mezzo metro d'acqua

Parole

parole sulla bocca dell’alba in dormiveglia mentre inizi l’interiore viaggio cavare sangue da neo- nate parole in seno a un dio non visto dove sale la luce Rob Gonsalves

Dell'immaginario (del sogno)

 

Occhi di paradiso

quel giorno che ci hai lasciati parlava il tuo sguardo muto -occhi di paradiso quel giorno  l’angelo ha colto il tuo dolore e lo ha appeso ad una stella ora tra arcobaleni e vento il tuo aquilone  sparito nell’infinito è come volesse cercare lì il tuo cuore

Nell'aria vegetale

  si aprì il mattino azzurro nell’aria vegetale come un mare nel seno del cielo e da una costola per lui Egli la plasmò dalle sinuose forme a far tondi gli occhi bramosi d’un amore tendente alle stelle Suad Al-Attar

Riflesso

(il soma: appendice del cielo) siamo solo pensiero non espanso frammento della Mente che  crea universi-mondi (riflesso questa vita  che si guarda vivere:  un mondo in un altro) 18.6.22

Vita trasversale e altri versi (2017-2019) di Felice Serino letto da A.Greco

  Felice Serino (Pozzuoli, 1941), in questa prima metà del 2019, offre ai lettori una nuova raccolta di versi, densa, corposa e sempre degna d’attenzione, nella quale mette nero su bianco, oltre ai suoi distintivi temi, anche la grande voglia di comunicazione e condivisione, che da sempre caratterizza la sua poesia, fruibile on line in un susseguirsi di confronti in siti e riviste, luoghi telematici e persone, utili senza ombra di dubbio alla crescita dell’autore, unitamente al suo interesse fine e svariato per la lettura. Di quest’ultima opera è interessante segnalare l’apparato di note critiche e recensioni (riferito alle più recenti pubblicazioni) che chiude il testo: una raccolta di autori, che hanno letto e condiviso la poesia di Felice Serino, che hanno seguito i suoi passi, fino all’attualità, momento ancora in divenire, testimonianza della continua ed efficace formazione dell’autore. Ecco, la lettura dei versi di questa Vita trasversale dovrebbe iniziare da qui, dalla consa...

Gian Piero Bona - GLI OSPITI NASCOSTI

 Gian Piero Bona (Carignano, 8 novembre 1926 – Moncalieri, 27 ottobre 2020).  Nel 2013 ha vinto il Premio Dessì per la poesia. GLI OSPITI NASCOSTI è del 1990.

Notte liquida

  orfanezza del cuore su sfiorite rive occhi come laghi in fremiti di vita dove distorto volto d’angelo traspare lanciarsi anima e corpo nell’ebbrezza della notte liquida

Noi due

  chi resta avrà dall’altro da lassù lo sguardo o dai recessi dell’essere dove si presume risieda l’anima chi resta alzerà gli occhi al cielo in un atipico silenzio rassegnato un’altra primavera e nuovamente guarderà il glicine fiorire si domanderà dove stanno i ricordi vissuti pezzetti di cuore sa che tutto è  un eterno presente Vladimir Kush - Anticipazione di un riparo notturno

Vladimir Kush - Sunrise by the ocean

 

Canto di sirene

 

Fragile foglia

e nel momento del distacco l'io si farà fragile foglia appoggiata ad una spalliera di vento custodisco gelosamente questa foglia dono di un'amicizia.

Nell'anima bambina

come non ricordare il rifugio del passerotto intirizzito le mani a giumella e il caldo fiato o il micino di pochi giorni lucido di saliva portato in bocca da mammagatta come non riconoscere le tracce lasciate sul sentiero teatro di giochi e l’acuto richiamo della madre la tavola apparecchiata inondata da sciabole di sole immagini vive custodite nell’anima bambina che ancora ti chiamano dal buio fondo degli anni

Per poca fede

vertigine dei giorni vuoti - ci si trova appesi ad una fune se apriamo la cerniera della notte il tempo ci volgerà le spalle per non esserci fidati abbastanza e la luce non ci conoscerà 11.6.22

C jam blues

 

FELICE SERINO : “ LA VITA NASCOSTA” – Ed. Il mio libro – 2017- pagg. 368 – € 22,00 —-

  cover per il formato e-book Con una propria narrazione pacata e teneramente cucita Felice Serino (1941) riesce a realizzare volumi di poesia concepiti nel ritmo musicale corposo e ricco di sfumature , validamente sostenuto dalla sua intaccabile coagulabilità di autodidatta. Poesie scritte tra il 2014 e il 2017 , e qui sciorinate in capitoli : “trasfigurati aneliti” , “nell’infinito di noi” , “lo sguardo velato”, colmi di partecipazioni oniriche , di illusioni visive , di fragili vertigini, di aneliti di infinito , di vaghe chimere , di indicibili essenze. “Ha un titolo davvero bello – scrive Giovanni Perri in prefazione – la silloge che il poeta mette in stampa affinché ci colga da subito pienezza e fragilità di un canto da cui discendere , o salire appunto, nel medesimo barbaglio, in un solo grande abbraccio di luce a raccoglierci, a definirci : scintilla interminabile di occhi inconclusi eppure trattenuto nella stessa ferita, nella stessa livida vitalità.” Un tipo di poesia che...

Nascita

  come appena emerso da naufragio di sangue a luce ferita rosa del tuo fiato - madre - Dalì - Gala

Nell'uno

dal Tutto ritrovarsi nell’uno a vivere il sogno della carne il sangue che cavalca il vento dove crescono i passi lacerato dalle lancette d’un orologio interiore un Lazzaro a sollevarsi da cento morti Opera di Carlo Levi

Dipinto M. I. Garmash

 

Sembianze

 

Con l'anima nuda

 con l'anima nuda o corpo  etereo lei mi vedrà mi attraverserà l'aria senza scheletri nell'armadio nella nudità che siamo di me altra visione avrà? e io di lei? ci ritroveremo asessuati angeli?  ci accoglierà pienezza? 6.6.22 Chagall - Amanti al chiaro di luna

Ladro di parole

la farfalla immagine-pensiero sotto la volta del bicchiere -della cattura l'ebbrezza ma d'un solo attimo e poi il volo...- la destrezza nel carpirne la luce frangente nei colori - l'inavvertito suono Dalì - L'occhio del tempo surrealista

Chi eravamo

  enigma la vita siamo non siamo chi eravamo: dimenticato - solo  incarnata nostalgia restiamo della bellezza sulla fronte del giorno l'urlo del fiore immarcescibile nella luce

Sublimare la parola

 Dalle stanze del cuore e della mente (Poesie 2018) di Felice Serino Libreria Editrice Urso Poesia Pagg. 56 ISBN 9788869542893 Prezzo Euro 10,00 Sublimare la parola Felice Serino, più che un poeta, è un artista che vive per la poesia ed è tanto più vero qualora ci si lasci coinvolgere dalla sua consistente produzione che lo vede sulla breccia da molti anni. Con Dalle stanze del cuore e della mente, raccolta di poesie del 2018, l’autore, pur nell’ermetismo che la caratterizza, lascia prorompere una creatività sognante, un’ispirazione profonda che tende a sublimare la parola. In effetti, come nella famosa poesia di Luzi intitolata Vola alta parola, anche in questa raccolta i versi si fanno eteree immagini, spiccano il volo, liberi da qualsiasi legame terreno (da Fonemi - nella bocca della notte / -la luna sopra il petto / il letto è un mare dove sillabe / perdono sangue /…) e, in aggiunta ( Ricordi - confondersi del sangue col colore / dei papaveri nel sole / ampie distese a perdersi...

Che luce

che luce bagnerà i nostri morti - che amore - se l'uno nell'altro si specchieranno - se si sogneranno: ti chiedi se con l'orecchio del cuore   la provvida Madre 'udranno':  mangiate di me e non avrete più fame 31.5.22

Nicolai Astrup - A morning in March

 

Apparenze

 

Nel fiume di luce

forse veleggiando nel fiume di luce anche loro i morti ci sognano per non annoiarsi dove cade il giorno come un vibrare in nudità di sguardi piegati sul cuore della terra il loro bianco respiro