di Felice Serino . A Dino Campana Ritorna, che cantar canzone di voto dentro l'acqua del Naviglio io voglio perché tu sia riesumato dal vento. Ritorna a splendere selvaggio e giusto ed equo come una campana, riscuoti questa mente innamorata dal suo dolore, seme della gioia, mia apertura di vento e mio devoto ragazzo che amasti la maestra poesia. Alda Merini La voce poetica che si apre verso le esperienze liriche che caratterizzano il dopoguerra è, senza dubbio, quella di Dino Campana. Egli rappresenta un caso a sé in tutta la letteratura italiana. Giudizi e accuse hanno accompagnato questo "alchimista" di versi del primo Novecento anche dopo la morte. "Alzai la testa e ricercai la stella / Avvelenata sotto cui sono nato": questi due versi rivelatori sono la terribile sentenza che suggellò il suo destino. La vicenda stessa di quest'uomo appare come una lunghissima stagione di follia indomabile. Lo stesso Campana può riassumere la sua biografia in p...