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Visualizzazione dei post da gennaio, 2023

L'ispiratrice

dopo forse più d' un migliaio dettate dall'alto o dal profondo  di te ti chiedi se a crearle non sia stato un altro e non tu: specie delle più datate non riconosci la mano l'ispiratrice vagheggia nella testa in auto per strada o si nasconde tra le pieghe  del divano e  nei momenti più inattesi ti dà la mano stornando uno scialbo esistere

Chissà dove sei

abbracci avvolgono il cuscino gioca un raggio di luna tra i tuoi capelli ti guardo dormire - penso chissà "dove" sei ora tu che ami i viaggi interstellari tu immersa in un senzatempo d' esagoni e sfere (ultimo verso: ispirato a J. L. Borges)

DINO CAMPANA, IL DEMONE CREATIVO E LA NOTTE

  di Felice Serino . A Dino Campana Ritorna, che cantar canzone di voto dentro l'acqua del Naviglio io voglio perché tu sia riesumato dal vento. Ritorna a splendere selvaggio e giusto ed equo come una campana, riscuoti questa mente innamorata dal suo dolore, seme della gioia, mia apertura di vento e mio devoto ragazzo che amasti la maestra poesia. Alda Merini La voce poetica che si apre verso le esperienze liriche che caratterizzano il dopoguerra è, senza dubbio, quella di Dino Campana. Egli rappresenta un caso a sé in tutta la letteratura italiana. Giudizi e accuse hanno accompagnato questo "alchimista" di versi del primo Novecento anche dopo la morte. "Alzai la testa e ricercai la stella / Avvelenata sotto cui sono nato": questi due versi rivelatori sono la terribile sentenza che suggellò il suo destino. La vicenda stessa di quest'uomo appare come una lunghissima stagione di follia indomabile. Lo stesso Campana può riassumere la sua biografia in p...

Incantamento

  sorprendete sempre voi palpiti mutati in versi se il cuore ha un balzo per una metafora felice come quando il bambino gli occhi ridenti  spalanca per la novità delle ciliegie appese alle orecchie

Nel mio cielo

Marc Chagall le belle nuvole che vestono forme d'animali i cari animali d'acqua terra e cielo i cumuli i nembi io li vedevo nel mio cielo con occhi innocenti lassù incantati immaginando quella la sede del paradiso 26.1.23

La poesia che ci salva

 

Femminicidio

  tempo di ribollir del sangue e cielo e terra si tingono di rosso l'abbaglio della lama tra la folla impossibile sfuggire ai fendenti ciechi l' attimo dopo  lui è rivoltato in sé -non più lo stesso- nel proprio tragico buio

Itaca

averle coperte le spalle le volte che ti giungono strali dall'alto dov'è assisa nemesi che proietta ombre di morte t'abbeveri alla fonte della grazia sebbene non eviterai t'investano procelle negli anni prima d'intravedere l'itaca celeste 22.1.23

L'inganno

-che vuoi da noi? -sei venuto a rovinarci? vedono i loro progetti mondani contrastati da quest' uomo che si dice dio le sottigliezze dello spirito maligno si attivano dal primo uomo e continuano a infierire con danni irreparabili -che vuoi da noi? il male lo credono il bene in quella loro cecità

Recensione di Lorenzo Spurio

  Lorenzo Spurio Jesi, 28.10.2014

Come saremo

immagina una luce di mille soli che è in te e tu nel Tutto immagina: un' inconcepibile ma possibile ubiqua entità  in un donarsi d'amore universale e ancora proviamo ad immaginare Lui che ci rivolta come un guanto 19.1.23

La parola che sanguina

 

Sento qualcosa in me

sento qualcosa in me che non è di questo mondo mi trapassano gli strali delle convenzioni ma nella  curva degli occhi tremano frammenti di stelle - stimolo  la mia innocua follia nel segreto degli specchi dove ali d' angeli leniscono  l' ebrietà del sangue

Preghiera

Dalì - L'ascensione di Cristo (Padre Pio da Pietrelcina) irrorami  della rugiada del Tuo Spirito questo cuore martoriato in una violacea alba di passione indegno mi prostro sgabello ai Tuoi piedi 15.1.23

Recensione di Giuseppe Vetromile

 

I potenti

" beato chi pratica la giustizia ": i potenti voltano la faccia i potenti operano al buio non sopportano la luce che li acceca ogni opera buona di chi è troppo "umano" è sasso d' inciampo i potenti dileggiano chi osa parlare d' amor fraterno al grido del povero prostituito alla vita oppongono un ghigno feroce

Seconda vita

all'alba svaniscono i sogni? o sono parte di noi insediati nell' intime fibre come una seconda vita disincarnata? attori-spettatori secondo la "via regia" trovarsi alla stazione o in  riva a un mare cristallino -déjà-vu che ricorrono in placida naturalezza via regia: definizione di Freud del sogno

Poesia è

 

L'appagamento

  (visione) ti accoglie un mare di luce e sei come appagato di tutto tu essendo tutto nel Tutto ti si apre lo sguardo su  infinite dolcezze mai sognate nemmeno in alveo materno la trasparenza del cuore ecco librarsi sulle  corde del fanciullo  luminoso

Natale praghese

(da una omelia) la maestra imprigionata la verità bendata -macché! tutte fantasie! -Gesù bambino non esiste! di qui il tumultuare in crescendo  di quei piccoli cuori: e a quelli -i miscredenti-  sarà stato negato l' abbaglio di luce che avvolgeva le anime innocenti  quando esse chiamarono  all' unisono il Verbo incarnato

Nel suo segreto

Dalì - Rosa meditativa non senti il grido della terra? la natura si rivolta araba fenice la sacralità della vita violata è intatta non è la notte del mondo la rosa ha in sé nel suo segreto la bellezza

Recensione su IL CONVIVIO

 

Mattino

  nello specchio del comò si guarda una luna sghemba - prima di dissolversi indugiano nel sangue sfilacciati sogni - si attende supini mano nella mano che cresca la luce e c' inondi col suo buongiorno

Rileggendo

 

Per una volta

(quasi una preghiera) volesse il cielo una volta mi conducesse il mio angelo e in una visione ipnagogica sentirei il mio sangue espandersi ai quattro lati della terra a forma d' una grande croce sentirei allora esplodermi il cuore in tanti frammenti d' amore