punti all’ esteriore e non alle cose del cuore? vedi: non ha consistenza quanto non nasca da radice del sangue o semmai sopravviva di effimero lucore essenziale quella luce ch’ è la bellezza della rosa immortale palpitante tra le mani
Dalì - Bambino geopolitico che guarda la nascita del nuovo uomo più a nascere che a morire pensiero capovolto dal profondo in dormiveglia il girasole ebbro di luce dice vita e tu languida sul divano mi chiami per accostare il mio orecchio al tuo ventre rotondo come un mondo 8.11.22
mi addormenterò in Te finché non mi chiamerai per nome ora qui mi trovo un Lazzaro risvegliato da cento morti sempre dalle crepe dei muri spunta un fiore 6.11.22
Da Facebook
RispondiEliminaBernardo Negro
Sì non siamo ancora morti. Ma con loro parliamo. Ci intendiamo a volte. Complimenti per la tua bella poesia.
Da Fb nel gruppo Musica foto poesia haiku & altre arti
RispondiEliminaAdriana Vianelli
mi ci vedo in questa poesia, fin da bambina cercavo tra le nuvole il volto di chi se n'era andato in cielo troppo presto...
"Loro", anche se in cielo, con la loro velata presenza, accompagnano molti momenti della nostra vita...
RispondiEliminaE' sempre un piacere leggerti, Felice, silvia
Ci accompagnano certamente. Grazie di cuore, Silvia.
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