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Visualizzazione dei post da luglio, 2026

IL POZZO DEI RICORDI

come la volta celeste s'immilla di presenze il sogno in questa moltitudine  la tua  cerca il non rassegnato cuore ma è beffarda sequenza  come seguissi  la velocità d'un treno forse la tua figura è sepolta  in fondo al pozzo dei ricordi da cui risale flebile  eco

E IL VENTO S'IMPIGLIA

(soliloquio) in meditazione ti trovo assiso sui gradini del tempo chi interroghi sotto una luna menomante? vedi e se fosse soltanto un apparire questa vita protendimento di un luogo della mente dove passano navi di nuvole  in sogno e figure  evanescenti e il vento   che s'impiglia in grovigli di foglie

QUEL SENTIRTI

può piacere quel po' d'intontimento in banchetti interminabili col capotavola che devi urlare per farti sentire due parole per darti un contegno col tuo dirimpettaio non toccando temi impegnativi s'intende controllando i freni inibitori una comunione di anime allegre ma tutti i commensali alla fine si resta perfetti estranei poi fuori il freddo pungente a sollevarti il bavero e quel sentirti un cane di nebbia che vaga che ha perso la strada

NELLA TUA CONTINUIRA'

ci stai ancora bene nel tuo soma malgrado la spada di damocle degli anni spiace un giorno lasciare i cari libri e l' "abitudine" alla scrittura ma nella tua continuità la mente espansa avrà infiniti collegamenti e sarai tu il motore di ricerca sarai nel Tutto e tutto è te -cos' altro più-

IN VAGHEZZA DI SOGNO

ti rigiri e vedi -in vaghezza di sogno- un te estraneo vagare per strade buie e vuote  come un sansebastiano a trafiggerti  gli strali della notte - senti  recalcitrare in te l'uomo vecchio -ah convivere con gli umori di un corpo-zavorra- ti avvedi d'aver perso le chiavi di casa mentre un gallo  canta in lontananza ed è l'alba

SEGUENDO L'OMBRA

i tavoli tra ombra e sole dove sedeva chi più non c'è la mente è in fermento nel lento giro del sangue in questo scorcio di cielo  mi sposto seguendo l'ombra seduto a leggere Brodskij mentre lo sciabordio dell'onda mi culla i pensieri che vagano sul filo di versi in fieri mi distoglie il ronzio di una mosca: salto un rigo nero della pagina il libro si chiude di scatto sul giorno azzurro

NEL MISTERO LUCENTE

  non vedrai più per speculum in aenigmate assorbirà la tua essenza il Tutto nel suo mistero lucente sarai nella danza la danza sarai sull'arcobaleno del cielo sarà come abitare una casa sul mare con lo stridio dei gabbiani e nel sangue vivrà per sempre il fiore della passione ti sorprenderai  di aver contribuito a dare al mondo  la bellezza

CON GLI OCCHI DELL'OLTRE

con gli occhi dell' Oltre ci guardano i morti e tu avvolto nel sudario delle convenzioni tu che ti pieghi nello specchio nel dirti quali ombre il tuo cielo offuscano e quale trave ri-cresce nel tuo occhio con lo sguardo dell' Oltre ci vedono i morti se stessi e i vivi gli è dato perdonare

ALLO SPECCHIO

ho un rospo-invettiva mi sta lì lo raccolgo in un foglio intanto lascio gridino le pietre per la bellezza deturpata e il suo esse-o-esse per i figli del progresso dio-boomerang dai chiusi orizzonti e una vita di passi perduti per l'uomo e il suo specchio dai mille rebus irrisolti dove confluisce la sua storia intanto la luna non più ispira rime e sogni divorano topi famelici la polpa del mondo

IN UN DOVE

in un dove che non sappiamo dicono c' è festa perenne il vino giammai manca è il sangue della fratellanza in un oltre che non conosciamo il leone giacerà con l'agnello noi abbracceremo senza braccia chi ci aggrada in una cosmica kermesse dove non vi sono cuori ostili

IL CUORE DELLA LUCE

(Monna Lisa) più che lo sguardo in sé lo avviluppa il cuore della luce entrando nel quadro quella luce enigmatica che lo seduce come musica lieve sottofondo di un oltretempo a saziare il suo cielo un mare aperto in quegli occhi d'inesprimibile incanto 

VITA ZINGARA

  ama passare interi pomeriggi appollaiato sull'albero preferito con la frescura delle foglie dove nella pace gli nascono poesie o si diletta a contemplare per ore  la lunga teoria di formiche amiche che sanno dell'aria e del sole non del peso della vita un' idea sarebbe trasferire nei suoi versi insieme all'asimmetrico avanzare l' istinto conservativo nel loro ben ordinato universo nonché la frequenza dell'atto sessuale di cui si dovrà documentare quest' uomo ama la vita zingara senza cappi gli mancano solo un paio d' ali

SOGNO DALINIANO

(splendenza rubata da un  non-dove -mi dico- questo piccolo universo racchiuso nel profondo di noi piccoli  universi) mi ero  annullato in pensieri allucinati e in un abbaglio di figure Gala e Mae West mi sorridevano sdentate [Tra i famosi dipinti di Dalì: Gala, di origine russa, sua moglie e musa; Mae West, attrice, New York 1893 - Los Angeles 1980.]

NEI CIELI DI TORINO

nei cieli di Torino promette pioggia livida luce uno sguardo di sottecchi al vicino di panchina mentre leggo Kavafis -le dà fastidio il fumo?- al mio cenno spegne garbato come ne trovi pochi la metro e sei al centro Porta Nuova la trovi intasata di affaristi ed extra- comunitari un cappotto liso fa da coperta ad un barbone e il suo cane ad uno sputo è in sosta una testarossa fiammante tra i morti e i viventi il mondo ha denti aguzzi

ORIZZONTI DI PALPITI

il cuore a specchiarsi nel grido di luce mentre stormi d' uccelli  disegnano asimmetrici voli e si mutano in forme d' animali le nuvole l' urgenza di ricreare orizzonti di palpiti su tela o bianco foglio l' arte  è un viatico per restare immortali

UN ARCO SULL'INFINITO

dal non-luogo che immagini non potrai quel giorno farci un fischio per darcene notizia se sarai per davvero passato a "miglior vita" mettendo a frutto le esperienze  secondo gl'intimi desideri irrealizzati quaggiù e se vestirai un corpo d'aria e sarai arco teso sull'infinito

NELLE NUVOLE HAI CASA

dimmi Nina: che vedi tu che hai casa nelle nuvole tu che sai il linguaggio dei voli? forse la giovinezza spezzata che ora in lampi di déjà vu ritorna? o rivivi nel cuore verde dell'acqua che ti vide sirena emula del canto di odisseo -rapimento  dei sensi che in sogno ancora mi seduce

INQUIETI FUOCHI

nuvole a stracci nell'azzurro curve ariose di voli vastità di te solo: figura inespressa lacera ombra ti aspetti una eco un suono in questa sospensione inquieti fuochi son gli occhi dell'anima mentre guardi  un gabbiano staccarsi dal tramonto

E OGGI CHE MI RITROVO UOMO FATTO

padre che sei rimasto di me più giovane consumato anzitempo una vita sul mare e le brevi soste col mal di terra avevi la salsedine nel sangue così presenti  mi restano le rare passeggiate  mattutine e mai che mi avessi preso  per la strada in discesa a cavalcioni sulle spalle di carezze non eri capace e oggi che mi ritrovi  uomo fatto sai: mi fa male quel distacco

QUALCUNO TI CONOSCE

-non credi in un dopo? e in un prima? e il mondo pensi s'è fatto da solo?- ti chiedo e tu t'aggrappi agli specchi ma nulla va perduto sai: Qualcuno ha contati tutti i tuoi capelli davanti  a un pericolo mortale un'invocazione ti salirà alle labbra?