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Visualizzazione dei post da agosto, 2026

CHI CI DIRA'

chi ci dice dove sarà la nostra essenza non lo sapremo che di là forse spogliata dell' io convoglierà nella memoria cosmica dove arde il sangue col palpitare degli astri in un continuum di vita cosa saremo chi ci dirà?

CADERE DAI CIELI DEL SOGNO

cadere dai cieli del sogno fino allo stato di coscienza -che ha occhi per riconoscere il frutto proibito avanzare su filo teso acrobati tra nuovi barbari votati all'arrivismo in un battesimo di deliri cala il sole ingoiando i sogni la concupiscenza va di fiore in fiore la bellezza è sfigurata e la poesia annaspa

ALLO SPECCHIO

ho un rospo-invettiva mi sta lì lo raccolgo in un foglio intanto lascio gridino le pietre per la bellezza deturpata e il suo esse-o-esse per i figli del progresso dio-boomerang dai chiusi orizzonti e una vita di passi perduti per l'uomo e il suo specchio dai mille rebus irrisolti dove confluisce la sua storia intanto la luna non più ispira rime e sogni divorano topi famelici la polpa del mondo

SOGNO DALINIANO

(splendenza rubata da un  non-dove -mi dico- questo piccolo universo racchiuso nel profondo di noi piccoli  universi) mi ero  annullato in pensieri allucinati e in un abbaglio di figure Gala e Mae West mi sorridevano sdentate [Tra i famosi dipinti di Dalì: Gala, di origine russa, sua moglie e musa; Mae West, attrice, New York 1893 - Los Angeles 1980.]

LISTA D'ATTESA

e siamo in lista d'attesa dici con un mezzo sorriso -dall'angolo del labbro la stessa  sigaretta mai accesa anche vivere è un vizio che  -aggiungi scherzoso- ci dovremo  togliere un giorno    ed è umano chiedere se possibile una dilazione al  Pantocrator spiralante il pensiero - navigano  gli occhi in un mare  d'aria

L'ASSENTE

è nella natura delle cose -dici quasi rubandomi  luce dagli occhi- che la foglia maceri rinasca sul ramo e allo stesso modo l'assente ha il suo "posto" etereo e d' un sangue e una voce vive come invisibile radice

COSA VUOI NE SAPPIA

(parla un agnostico) tu dici il sopra è il sotto citando I King ma cosa vuoi ne sappia di capovolti cieli e dell'essere "rivoltato" a un colpo di vento erudiscimi allora e dimmi cos' è la verità tu che non la ritieni un optional io so soltanto di terra e non ho baricentro lascia perdere l'anima e dimmi se qualcuno mi ha chiesto di nascere

LA MANO DELL'ANGELO

(leggendo una poesia datata) -ma è mia questa poesia?- avviene che il sangue dirami  il suo flusso e il cuore  sia per un attimo terra  di nessuno le immagini tornate alla luce poco a poco si fanno riconoscere come rispolverate dalla mano dell' angelo

SOGNAI ATLANTIDE

vaghi e ondosi pensieri risucchiati in nero gorgo si fecero sogno-incubo e il sangue gridò sugli orizzonti perduti mentre la mostruosa mano dell'oceano ghermì in un baleno intere terre sommergendole e l'antica città sparì solo un gabbiano planato sulla bianca cresta laggiù sembrava farmi il verso

IN BILICO

giungeremo nell'Oltre dove le ombre parlano col vento increduli e colmi di lucente meraviglia - noi resi impalpabili  essenze e vieppiù reali tanto che ci parrà un sogno  l'aver attraversato nella carne la morte nel circolo del sangue noi in bilico un piede nel mistero

TUTTO E' ANCORA POSSIBILE

ti senti altrove e il più  delle volte fuori dal coro ti chiedi se -nell'ordito della vita dove si spezza la parola- ti sei perso  qualcosa - vorresti allora rovesciarti come un guanto riconoscerti come il fuori del tuo dentro aprirti a un' alba che diradi questa corolla di tenebre e sai che tutto è ancora possibile

IL ROVESCIO

spossato sono dal mio sogno non mi sovviene per quale ragione nell'ondivago moto del cuore mi disperavo e come un agnellino piangevo  il sogno dicono è il negativo del reale il pianto è gioia e lo stesso sarà entrando nell'orbita di cieli dell'Oltre?  il rovescio dunque  di questa realtà che ci appare per speculum in aenigmate? mi aspetto buone nuove prosit!  

LISTA D'ATTESA

e siamo in lista d'attesa dici con un mezzo sorriso -dall'angolo del labbro la stessa  sigaretta mai accesa anche vivere è un vizio che  -aggiungi scherzoso- ci dovremo  togliere un giorno    ed è umano chiedere se possibile una dilazione al  Pantocrator spiralante il pensiero - navigano  gli occhi in un mare  d'aria

HIKIKOMORI

stiamo pulendo le strade dai sogni - tutto così asettico e ora non sappiamo dire i ragazzi dove appenderanno i loro  aneliti senza saper vedere  il giallo d' una foglia raccogliere il grido d' un gabbiano il virtuale li reclude -hikikomori- nelle loro stanze sempre più in tenera età e il cuore annaspa senz'aria

IN SOGNO

vedevo di dalì il Cristo pie(a)gato gli orologi molli danzare mutando forma i lunghi colli di modigliani curvarsi e gli uccelli di mantegna invadere il mio studio  lasciando deiezioni ancora intinto nel giallo il pennello di kandinskji [Opera di Dalì: "Cristo di San Juan de la Cruz", 1961]