Da Facebook nel Gruppo Romanzi di Valeriana Maspero Giordano Genghini Secondo me a volte, come in questo caso, la tua lirica raggiunge alti livelli di poesia ermetico-metafisica - alla Mario Luzi, per intenderci - la cui multipla possibilità di chiavi di lettura incoraggia la mente di chi legge a spingersi molto più in là - pur sapendo di non poter svelare il mistero - di quando si incontra una lirica che parla esplicitamente del divino. Intendo insomma questi tuoi versi come una riproposizione contemporanea di quell'ermetismo mistico la cui poetica è racchiusa nel manifesto di Carlo Bo "La poesia come vita", che intende - così io l'ho interpretato - il tema dell'ineffabilità del mistero del tutto, quando viene accostato dalle parole poetiche (mi riferisco a quella ineffabilità su cui si basa esemplarmente l'ultimo canto del "Paradiso" dantesco), come origine di una poesia che si fa simile a una preghiera...
punti all’ esteriore e non alle cose del cuore? vedi: non ha consistenza quanto non nasca da radice del sangue o semmai sopravviva di effimero lucore essenziale quella luce ch’ è la bellezza della rosa immortale palpitante tra le mani
dirla "potenziale" questa mente fin quando non sarà espansa e unificata nella primaria origine di sogni e di pene -scritte su cieli di carta- e di effimere gioie come la felicità che sempre sfugge lei si nutre abbeverando del sangue della passione la vita interiore
avvenne in me un parapiglia si sconcertarono i miei neuroni come lei apparve -il rigoglioso seno e le giunoniche forme- nel suo incedere al Valentino ogni tanto in sogno rivive evanescente figura inarrivabile lungo la coda dell’occhio lei dalle snelle caviglie
Stupenda questa poesia. Buona serata, Felice.
RispondiEliminaGrazie infinite, Caterina. Buona serata anche a te.
EliminaDa Facebook nel Gruppo Romanzi di Valeriana Maspero
RispondiEliminaGiordano Genghini
Secondo me a volte, come in questo caso, la tua lirica raggiunge alti livelli di poesia ermetico-metafisica - alla Mario Luzi, per intenderci - la cui multipla possibilità di chiavi di lettura incoraggia la mente di chi legge a spingersi molto più in là - pur sapendo di non poter svelare il mistero - di quando si incontra una lirica che parla esplicitamente del divino. Intendo insomma questi tuoi versi come una riproposizione contemporanea di quell'ermetismo mistico la cui poetica è racchiusa nel manifesto di Carlo Bo "La poesia come vita", che intende - così io l'ho interpretato - il tema dell'ineffabilità del mistero del tutto, quando viene accostato dalle parole poetiche (mi riferisco a quella ineffabilità su cui si basa esemplarmente l'ultimo canto del "Paradiso" dantesco), come origine di una poesia che si fa simile a una preghiera...
Meravigliosa ed aerea in tutto il suo contesto. Un caro saluto, Felice, Grazia.
RispondiEliminaGrazie infinite del tuo gradimento, Grazia. Buona serata.
Elimina