Da Facebook nel Gruppo Romanzi di Valeriana Maspero Giordano Genghini Secondo me a volte, come in questo caso, la tua lirica raggiunge alti livelli di poesia ermetico-metafisica - alla Mario Luzi, per intenderci - la cui multipla possibilità di chiavi di lettura incoraggia la mente di chi legge a spingersi molto più in là - pur sapendo di non poter svelare il mistero - di quando si incontra una lirica che parla esplicitamente del divino. Intendo insomma questi tuoi versi come una riproposizione contemporanea di quell'ermetismo mistico la cui poetica è racchiusa nel manifesto di Carlo Bo "La poesia come vita", che intende - così io l'ho interpretato - il tema dell'ineffabilità del mistero del tutto, quando viene accostato dalle parole poetiche (mi riferisco a quella ineffabilità su cui si basa esemplarmente l'ultimo canto del "Paradiso" dantesco), come origine di una poesia che si fa simile a una preghiera...
punti all’ esteriore e non alle cose del cuore? vedi: non ha consistenza quanto non nasca da radice del sangue o semmai sopravviva di effimero lucore essenziale quella luce ch’ è la bellezza della rosa immortale palpitante tra le mani
Dalì - Bambino geopolitico che guarda la nascita del nuovo uomo più a nascere che a morire pensiero capovolto dal profondo in dormiveglia il girasole ebbro di luce dice vita e tu languida sul divano mi chiami per accostare il mio orecchio al tuo ventre rotondo come un mondo 8.11.22
mi addormenterò in Te finché non mi chiamerai per nome ora qui mi trovo un Lazzaro risvegliato da cento morti sempre dalle crepe dei muri spunta un fiore 6.11.22
Stupenda questa poesia. Buona serata, Felice.
RispondiEliminaGrazie infinite, Caterina. Buona serata anche a te.
EliminaDa Facebook nel Gruppo Romanzi di Valeriana Maspero
RispondiEliminaGiordano Genghini
Secondo me a volte, come in questo caso, la tua lirica raggiunge alti livelli di poesia ermetico-metafisica - alla Mario Luzi, per intenderci - la cui multipla possibilità di chiavi di lettura incoraggia la mente di chi legge a spingersi molto più in là - pur sapendo di non poter svelare il mistero - di quando si incontra una lirica che parla esplicitamente del divino. Intendo insomma questi tuoi versi come una riproposizione contemporanea di quell'ermetismo mistico la cui poetica è racchiusa nel manifesto di Carlo Bo "La poesia come vita", che intende - così io l'ho interpretato - il tema dell'ineffabilità del mistero del tutto, quando viene accostato dalle parole poetiche (mi riferisco a quella ineffabilità su cui si basa esemplarmente l'ultimo canto del "Paradiso" dantesco), come origine di una poesia che si fa simile a una preghiera...
Meravigliosa ed aerea in tutto il suo contesto. Un caro saluto, Felice, Grazia.
RispondiEliminaGrazie infinite del tuo gradimento, Grazia. Buona serata.
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