(ad Alda Merini)
di fiammeggianti palpiti
dicevi garbata
e a un tempo sanguigna
cantando
lo spazio dell'anima
dei voli asimmetrici e
di amori tuoi devastati
cantavi
mentre ti fuggiva
dagli occhi la vita
d'albe di sogno la luce
vedevi salire ai Navigli
e senza remore
nudo esponevi
del tuo sangue il fiore
martoriato
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