Noi in che veste guardiamo? Partorienti o partoriti, attori o spettatori? A volte credo che siamo solamente il rovescio di quell'Oltre, e non riusciamo che a percepirne vaghe eco.
punti all’ esteriore e non alle cose del cuore? vedi: non ha consistenza quanto non nasca da radice del sangue o semmai sopravviva di effimero lucore essenziale quella luce ch’ è la bellezza della rosa immortale palpitante tra le mani
Dalì - Bambino geopolitico che guarda la nascita del nuovo uomo più a nascere che a morire pensiero capovolto dal profondo in dormiveglia il girasole ebbro di luce dice vita e tu languida sul divano mi chiami per accostare il mio orecchio al tuo ventre rotondo come un mondo 8.11.22
mi addormenterò in Te finché non mi chiamerai per nome ora qui mi trovo un Lazzaro risvegliato da cento morti sempre dalle crepe dei muri spunta un fiore 6.11.22
Da Facebook
RispondiEliminaBernardo Negro
La Natura crea sempre cose nuove, ma spesso non sono senza sofferenza. Complimenti per la tua bella poesia.
Noi in che veste guardiamo? Partorienti o partoriti, attori o spettatori? A volte credo che siamo solamente il rovescio di quell'Oltre, e non riusciamo che a percepirne vaghe eco.
RispondiEliminaEsattamente, lo credo anch'io che siamo il rovescio. Grazie della visita.
EliminaPartoriti dalla natura, nel suo rovescio ne viviamo le inevitabili sofferenze....Buona domenica Felice e un sorriso,silvia
RispondiEliminaGiusta osservazione. Grazie Silvia, serena domenica.
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