orfanezza del cuore su sfiorite rive occhi come laghi in fremiti di vita dove distorto volto d’angelo traspare lanciarsi anima e corpo nell’ebbrezza della notte liquida
al paese (le donne avvolte in scialli si segnano ai lampi) hanno saputo di Valter volato dal traliccio angelo senz’ali "non venire a mettere radici -scriveva al fratello- qui anche tu nella città di ciminiere e acciaio: qui dove mangiamo pane e rabbia dove si vive in mano a volontà cieche"
nel momento del distacco dirai forse impropriamente "è mancato" - invece d’un accorato "ci abbracceremo nell’altra dimensione" mancato sì alla scena del mondo com’è giusto per l’ ordine delle cose ’apparenti’ la stella nana la formica
si leva da un’ alba rossa di passione l’ afflato del cuore quasi ad alleviare -volo lieve di farfalla- le brutture del mondo asimmetriche tracce lascia la poesia ch’ esprime l’ angelo- farfalla
le sfiorite rive del cuore e la verde età fuggitiva ahi i segnacci rossi sui quaderni -simboleggianti nell’inconscio gli errori adulti che ti segnano la vita e in lampi di ricordi quella corsa dei grembiuli come ali in voli bianchi verso casa
la stanza viola della mente veste l’anima del quadro in cui ti perdi dalla tela vedi crearsi iridescenze -e il sangue si spande nei colori- presenze daliniane erompono dal sogno
la mano disegna nell’aria il suo profilo indugia su bocca naso e occhi la mano della mente ben conosce quei dettagli come la madre che l’ ha generata - Nina stella del cielo che mi cammina nei sogni ora sono aghi che trafiggono nell’ accendersi nel sangue la mai sopita passione mentre la mente disegna dove fermenta il cuore