si leva da un’ alba rossa di passione l’ afflato del cuore quasi ad alleviare -volo lieve di farfalla- le brutture del mondo asimmetriche tracce lascia la poesia ch’ esprime l’ angelo- farfalla
le sfiorite rive del cuore e la verde età fuggitiva ahi i segnacci rossi sui quaderni -simboleggianti nell’inconscio gli errori adulti che ti segnano la vita e in lampi di ricordi quella corsa dei grembiuli come ali in voli bianchi verso casa
la stanza viola della mente veste l’anima del quadro in cui ti perdi dalla tela vedi crearsi iridescenze -e il sangue si spande nei colori- presenze daliniane erompono dal sogno
la mano disegna nell’aria il suo profilo indugia su bocca naso e occhi la mano della mente ben conosce quei dettagli come la madre che l’ ha generata - Nina stella del cielo che mi cammina nei sogni ora sono aghi che trafiggono nell’ accendersi nel sangue la mai sopita passione mentre la mente disegna dove fermenta il cuore
arrivare all’essenziale: via il superfluo (lo sa bene il poeta - un sansebastiano trafitto sul bianco della pagina) così il corpo: si giunge col vento azzurro della morte al nocciolo: all’Essenza: non altro della vita che avanzi in pasto al suo vuoto famelico – quando nella curva del silenzio essa avrà ingoiato la sua ombra
lei immersa nelle righe nere mentre il paesaggio -alberi case- fuggiva sbirciavo il titolo era in inglese - un mattone a vederlo distolse altera lo sguardo lei biondo- platino e sola conciliava un sonnellino ora il monotono sferragliare
era forse quell’embolo ad allagare di visioni la mente tutto quel rosso come un mare di sangue e il grido a salire dalla vertigine del sogno -e se sogno non era? trovarsi diviso tra reale e irreale - nelle vene del buio una danza di folletti