punti all’ esteriore e non alle cose del cuore? vedi: non ha consistenza quanto non nasca da radice del sangue o semmai sopravviva di effimero lucore essenziale quella luce ch’ è la bellezza della rosa immortale palpitante tra le mani
Dalì - Bambino geopolitico che guarda la nascita del nuovo uomo più a nascere che a morire pensiero capovolto dal profondo in dormiveglia il girasole ebbro di luce dice vita e tu languida sul divano mi chiami per accostare il mio orecchio al tuo ventre rotondo come un mondo 8.11.22
mi addormenterò in Te finché non mi chiamerai per nome ora qui mi trovo un Lazzaro risvegliato da cento morti sempre dalle crepe dei muri spunta un fiore 6.11.22
Da Facebook:
RispondiEliminaBernardo Negro
Una delle tue poesie più belle. Complimenti.
Una chiusa straordinariamente bella, in un insieme di versi su cui porre profonde riflessioni
RispondiEliminaGrazie di vero cuore, Silvia! Buona giornata.
EliminaVersi incantevoli che deliziano i nostri sensi immersi nella lettura.
RispondiEliminaGrazie di cuore, Caterina. Buon pomeriggio.
EliminaAmara riflessione che pone l'accento sull'assuefazione ad ogni cosa, piacevole o brutta...molto apprezzata, chiusa stupenda!❤️
RispondiEliminaL'assuefazione, piaga dei nostri tempi! Molte grazie. Buona giornata.
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