Stefano Urietti Vene esplose di questo giorno d'afa e me ne sto seduto su una pietra ancor calda di sole. I miei pensieri rimuginio di nuvole vaganti: nella mia mente or angeli ora capre. *** Mi perdonerai se ho osato trasformare in endecasillabi canonici (con accenti in sesta e decima sillaba) la tua bella AFA.
punti all’ esteriore e non alle cose del cuore? vedi: non ha consistenza quanto non nasca da radice del sangue o semmai sopravviva di effimero lucore essenziale quella luce ch’ è la bellezza della rosa immortale palpitante tra le mani
Dalì - Bambino geopolitico che guarda la nascita del nuovo uomo più a nascere che a morire pensiero capovolto dal profondo in dormiveglia il girasole ebbro di luce dice vita e tu languida sul divano mi chiami per accostare il mio orecchio al tuo ventre rotondo come un mondo 8.11.22
mi addormenterò in Te finché non mi chiamerai per nome ora qui mi trovo un Lazzaro risvegliato da cento morti sempre dalle crepe dei muri spunta un fiore 6.11.22
Vola oltre l'immaginoso, in una temperatura statica e avvolgente. Versi belli. Buon venerdì, Felice,silvia
RispondiEliminaGrazie di cuore, Silvia. Buona serata.
EliminaChe memorie le pietre ancora calde illuminate di crepuscolo, a conservare afa in dissolvenza..
RispondiEliminaGrazie mille della sosta, e del bel commento.
EliminaDa Facebook
RispondiEliminaStefano Urietti
Vene esplose di questo giorno d'afa
e me ne sto seduto su una pietra
ancor calda di sole. I miei pensieri
rimuginio di nuvole vaganti:
nella mia mente or angeli ora capre.
***
Mi perdonerai se ho osato trasformare in endecasillabi canonici (con accenti in sesta e decima sillaba) la tua bella AFA.