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Che si alzi e continui

 

A Morning in March, c.1920  dipinto di Nikolai Astrup


Che si alzi e continui, nonostante tutto!

Eccolo per quello, per esaurirsi, fino alla fine. Solo l'anima conta, e deve dominare tutto il resto. Breve o lunga che sia, la vita vale qualcosa solo se al momento di rinunciarci non dobbiamo arrossirne. Quando la dolcezza della vita ci invita alla felicità di amare, la bellezza di un volto o di un cielo limpido, dà un segnale che, da lontano, ci chiama, quando siamo pronti a cedere alle labbra o alla luce e ai colori e nel resto delle lunghe ore, allora è quando terremo nel cuore tutti i sogni aureolati dell'oro dei momenti di suprema evasione.

La vera fuga è rinunciare alle vesti amate, e rinunciarvi proprio nel momento in cui il loro profumo ci ha fatto svenire. In questo momento in cui dobbiamo rifiutare e affondare la parte più tenera del nostro essere ed elevare l'amore al di sopra del cuore, e, quindi, quando tutto è dolore crudele, allora è quando anche il sacrificio comincia ad essere completo e puro.

Abbiamo superato i nostri limiti; finalmente possiamo dare qualcosa Prima, ancora, cercavamo noi stessi e quei fili d'orgoglio e di gloria che corrompono tanti generosi germogli dell'anima. Non diamo niente per dare, senza calcolarlo prima, perché tutto è su una bilancia, più di quando, prima, abbiamo ucciso l'amore per noi stessi.

Questo non è facile, no, perché la bestia umana è riluttante a capire cosa vuole insegnarci l'amarezza.

Com'è dolce sognare l'ideale e costruirlo col pensiero! Ma è, in realtà, molto poco. L'ideale deve essere costruito all'interno della nostra vita. Iniziando pietra su pietra, per costruirla alle nostre comodità, alle nostre gioie, al nostro riposo, al nostro stesso cuore.

Quando, nonostante tutto, l'edificio dopo gli anni è già rialzato, e quando, nonostante ciò, uno non si ferma al lavoro, ma continua e continua, sebbene la pietra non si lasci più levigare, allora è solo quando l'ideale inizia a volare.

L'ideale vivrà nella misura in cui ci arrendiamo ad esso fino alla morte.

Che dramma, davvero, quello della vita retta!


Testo: Leon Degrelle.


Commenti

  1. Speciali osservazioni del profondo, apprezzate. Buona serata Felice

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    1. Grazie di aver gradito la lettura. Buona giornata, Silvia.

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