punti all’ esteriore e non alle cose del cuore? vedi: non ha consistenza quanto non nasca da radice del sangue o semmai sopravviva di effimero lucore essenziale quella luce ch’ è la bellezza della rosa immortale palpitante tra le mani
Tramonto di Venezia dalla riva degli Schiavoni
-finché ci siamo- la candida
filosofia dell’anziano
il consueto giro pomeridiano
per godere un po’ di sole
non si muove foglia
ma voglia il cielo
risparmiargli una solitudine feroce
che scava come goccia nella roccia
Da Facebook, Caterina Alagna:
RispondiEliminaCaterina Alagna
Meravigliosi versi che vibrano nell’anima. Hai affrontato un tema delicatissimo, la solitudine degni anziani. È una triste realtà in un mondo sempre più veloce che non posa il suo sguardo su chi è solo.