punti all’ esteriore e non alle cose del cuore? vedi: non ha consistenza quanto non nasca da radice del sangue o semmai sopravviva di effimero lucore essenziale quella luce ch’ è la bellezza della rosa immortale palpitante tra le mani
nel momento del distacco dirai
forse impropriamente
è mancato - invece d’ un accorato
ci abbracceremo nell’ altra dimensione
mancato sì alla scena
del mondo
com’ è giusto per l’ ordine delle cose
apparenti
la stella nana la formica
Da Facebook nel gruppo Romanzi di Valeriana Maspero
RispondiEliminaGiordano Genghini
Difficile è incontrare una lirica religiosa che non ricalchi il "già detto", o che eviti le sabbie mobili dei luoghi comuni a tema religioso, che le rendono gradite solo a chi crede. Le tue liriche come questa, invece - come pure, ad esempio, quelle dell'ultimo Ungaretti - evitano sempre queste sabbie mobili e hanno, a mio parere, un valore universale, che emoziona anche chi non ne condivide i presupposti di fede. Ti ringrazio perciò particolarmente anche per aver pubblicato questi tuoi versi...
Quando si perde una persona cara prevale la mancanza anche perché la certezza di rincontrarsi dall’altra parte non c’è. Quella è soprattutto una speranza senza la quale si rischierebbe di impazzire in alcuni casi. Bellissima poesia, molto apprezzata. Buona serata, Felice.
RispondiEliminaInfatti, senza la speranza si rischia di impazzire... Grazie Caterina per aver gradito. Buona serata.
Eliminaordine poetico e matematico. apparente nel senso più soave del termine.
RispondiEliminasempre grato.
buon giorno
Grazie del gradito commento. Buona giornata.
EliminaInnanzi tutto si sente la mancanza, del rincontrarsi se ne parlerà quando avremo quella certezza che succederà. Versi molto apprezzati, Felice. Un saluto Grazia.
RispondiEliminaCerto, se ne parlerà con la certezza del dopo. Grazie del gradito commento. Buona serata, Grazia.
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