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punti all’ esteriore e non alle cose del cuore? vedi: non ha consistenza quanto non nasca da radice del sangue o semmai sopravviva di effimero lucore essenziale quella luce ch’ è la bellezza della rosa immortale palpitante tra le mani
Da Facebook nel gruppo Solo haikù & dintorni in italiano:
RispondiEliminaGiordano Genghini Amministratore
Il "Libro di Giobbe" è, a mio avviso, uno dei testi più affascinanti - a livello poetico - dell'Antico Testamento. Apprezzo la tua capacità di ispirarti ad esso per scrivere una lirica mirabile come questa. (...)
Straordinarie immagini, in poesia rivelatrice di profonde sensazioni della vita. Buona giornata Felice
RispondiEliminaGrazie di cuore, Silvia. Serena giornata anche a te.
EliminaPlease read my post
RispondiEliminaSuper blog
RispondiEliminaUna poesia molto complicata per me, anche se conosco qualcosa sul Libro di Giobbe.
RispondiEliminaForse, perché cerchiamo la luce e ci pieghiamo come giunco in piena sofferenza, forse perché attendiamo la salvezza che ci liberi finalmente anche dal male ingiusto?
Molto bella, grazie Felice per avercela fatta conoscere. Buon pomeriggio e sera.
Grazie infinite, Pia. Lieto del tuo gradimento. Buona serata.
EliminaDa Facebook:
RispondiEliminaBernardo Negro
Il Destino Umano qui è visto nelle sue pieghe più mistiche ed al tempo stesso più inquietanti. Complimenti per la tua bella poesia.